Le opere della carne: la dissolutezza
La dissolutezza rientra tra le opere della carne. Infatti è scritto:
“Or le opere della carne sono manifeste, e sono: fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, stregoneria, inimicizie, discordia, gelosia, ire, contese, divisioni, sètte, invidie, ubriachezze, gozzoviglie, e altre simili cose; circa le quali io vi prevengo, come anche v’ho già prevenuti, che quelli che fanno tali cose non erederanno il regno di Dio.” ( Galati 5:19-21)
Che cos’è la dissolutezza? Si tratta della mancanza di ogni freno morale con conseguente condotta di vita; in altre parole una vita dissoluta è quando una persona viola i limiti della decenza e del pudore (licenziosità) in maniera sfrenata arrivando anche alla depravazione. Il dissoluto non ha regole n’è limiti morali ma si lascia e si abbandona a qualsiasi cosa senza porsi dei freni.
I credenti nel Signore devono bandire la dissolutezza; non devono lasciarsi andare a comportamenti o ad una condotta dissoluta come fanno i pagani secondo che è scritto:
“Questo dunque io dico e attesto nel Signore: non comportatevi più come si comportano i pagani nella vanità dei loro pensieri, con l’intelligenza ottenebrata, estranei alla vita di Dio, a motivo dell’ignoranza che è in loro, a motivo dell’indurimento del loro cuore. Essi, avendo perduto ogni sentimento, si sono abbandonati alla dissolutezza, fino a commettere ogni specie di impurità con avidità insaziabile.”(Efesini 4:17-19).
Al contrario, i santi devono avere autocontrollo sulla propria volontà e sui propri desideri e devono essere sobri dominando ogni concupiscenza della carne (le quali guerreggiano contro le anime nostre). Cosi facendo, daremo gloria a Dio con la nostra condotta.
Sappiate che nella chiesa si sono introdotti degli empi che volgono la grazia di Dio in dissolutezza, i quali con il loro dolce parlare riescono a sedurre i credenti che non vegliano, portandoli a fare cose dissolute. State molto attenti e, una volta individuati, riprendete costoro severamente davanti a tutti e guardatevi da loro.
I dissoluti non entreranno nel regno di Dio ma se ne andranno in perdizione, prima nelle fiamme dell’inferno, e successivamente nel lago ardente di fuoco e di zolfo. Non vi illudete pensando che L’Eterno tolleri una condotta dissoluta; non è cosi. Badate dunque alla vostra condotta affinché essa non sia una condotta dissoluta.
Haiaty Varotto