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Posted by on Ago 5, 2023 | 0 comments

Abbondate nell’amore fraterno

“Io vi do un nuovo comandamento: che vi amiate gli uni gli altri. Com’io v’ho amati, anche voi amatevi gli uni gli altri.” (Gv 13:34)

“Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io ho amato voi.” (Gv 15:12)

La Parola di Dio ci esorta ad abbondare nell’amore fraterno.

Abbondare significa averne tanto, non poco.

 

“Or quanto all’amor fraterno non avete bisogno che io ve ne scriva, giacché voi stessi siete stati ammaestrati da Dio ad amarvi gli uni gli altri;…Ma v’esortiamo, fratelli, che vie più abbondiate in questo, e vi studiate di vivere in quiete” (1 Tess 4:9-10)

“E questo è il suo comandamento: che crediamo nel nome del suo Figliuolo Gesù Cristo, e ci amiamo gli uni gli altri, com’Egli ce ne ha dato il comandamento.” (1 Gv 3:23)

“…per arrivare a un amor fraterno non finto, amatevi l’un l’altro di cuore, intensamente” (1 Pi 1:22)

“..Soprattutto, abbiate amore intenso gli uni per gli altri”(1 Pi 4:8)

“…Amiamoci gli uni gli altri!”(2 Gv 5)

“L’amor fraterno continui fra voi.” (Ebrei 13:1)

Ma come faccio a sapere se sto amando i miei fratelli e sorelle? Basta esaminarsi con le caratteristiche della carità.

Ma quali sono le caratteristiche della carità?

Eccone alcune, descritte in 1 Corinzi 13:

  • E’ paziente. Non perde subito la pazienza con gli altri. Chi ha amore per l’altro è paziente; sopporta l’altro; sopporta i momenti più difficili da gestire; sopporta i torti e le mancanze nei propri confronti; dà tempo e aspetta, sperando che l’altro (o l’altra) possano cambiare e abbandonare quella cosa. Non è uno che appena l’altro sbaglia, lo trancia via senza pazienza e in maniera spietata. Chi agisce cosi, togliendo via e tagliando ogni rapporto appena l’altro sbaglia non ha carità. Bisogna prima di tutto capire bene la situazione dell’altro, capire il cuore dell’altro, ascoltarlo (cosa che in molti non fanno) e capire bene chi hai davanti, se è sincero oppure no. Bisogna parlare ascoltando bene le risposte. E poi, a seconda del caso, bisogna riprendere e dare del tempo affinchè la persona si ravveda, come ad esempio fece Gesù con Iezabel, una donna che faceva gravi peccati. Non si può tagliare subito i rapporti senza nemmeno sentire l’altra persona; senza ascoltarla e senza accertarsi bene di tutte le cose.
  • E’ benigna. Chi ha carità cerca e fa del bene al prossimo. Anche ai nemici. Non si mette a cercare di fargli del male o di causargli del danno in alcuna maniera. Non cerca di rovinargli la vita, anzi, prega per loro e se ve n’è occasione, fa loro del bene. Chi ama non è in grado di pensare a fare del male al prossimo.
  • Non invidia. Chi ama non invidia. Anzi è contento che l’altro abbia ricevuto o abbia qualcosa di buono o di bello o di meglio di quello che si ha. Chi invidia le cose degli altri, non ha amore.
  • Non si vanta. Chi ha carità non si mette a vantarsi con gli altri. Non si mette ad esaltarsi abbassando gli altri. Coloro che si mettono a vantarsi del continuo, di questo o di quell’altro, non hanno carità ma sono solo dei gonfi, superbi e pieni di sè.
  • Non si gonfia. Chi ama, non si gonfia, mentre chi non ama, si gonfia oltremodo a danno degli altri. Si esalta, si eleva sopra gli altri pensando di essere migliore degli altri, disprezzando gli altri con le parole o con i fatti. Coloro che sono gonfi parlano sempre di loro; di quello che hanno fatto o di quello che fanno; Non c’è spazio per nessun’altro. Esistono solo loro e la loro opera. Pensano che tutto il mondo giri intorno a loro e che sono al centro di tutto. Alcuni di questi sono affamati di fama e gloria e godono quando vedono i loro nomi essere conosciuto. La cosa è ancora più triste se a manifestare questa mancanza di carità sia qualcuno che si definisca ministro del vangelo.
  • Non si comporta in modo sconveniente. Chi ama non si comporta in modo sconveniente ma si comporta sempre in modi convenienti, valutando sempre i modi, i toni e i momenti in cui agire o in cui dire qualcosa. Mi viene in mente un esempio di un comportamento sconveniente che mi è stato raccontato fatto da un ministro del vangelo ad una sorella che aveva una gonna non adatta: l’ha ripresa duramente davanti ad altri, anche davanti al marito (in questo modo facendo anche perdere l’autorità del marito). Ecco questo sono cose che manifestano, mancanza di carità, oltre che stoltezza. La poteva benissimo riprendere in un secondo momento, quando non c’era nessuno, o ancora meglio, parlare con il marito e il marito, il quale avrebbe poi parlato con la moglie; ma non riprenderla in maniera dura davanti a tutti. Ecco questo è un esempio di agire in modo stolto e sconveniente. E’ il bello è che tali comportamenti vengono fatti passare come autorevoli, o come necessari. Ci sono credenti cosi manipolati che non sono in grado di capire che simili cose sono da riprovare con forza perchè denotano una grave stoltezza e mancanza di sapienza.
  • Non cerca il proprio interesse. Chi ama non cerca il proprio interesse, ma cerca quelli degli altri. Chi invece non ha carità pensa solo a sé stesso, ai suoi interessi; non è in grado di rinunciare a sé stesso, ai propri interessi, per amore al prossimo. Infatti chi non ha carità non si interessa degli altri; non li cerca, anzi, li cerca solo quando ha qualche interesse personale.
  • Non si inasprisce. Chi ama è dolce e gentile. Parla con dolcezza e gentilezza, avendo massimo rispetto della persona che ha davanti, chiunque essa sia (ricca, povera, studiata, ignorante, malata, sana, etc..). Non s’inasprisce, parlando e rispondendo duramente senza alcun motivo valido. Chi parla sempre con toni duri e inaspriti non ama. Certo, talvolta sono necessari anche i toni duri, ma dev’essere l’eccezione e non la norma;  e devono essere usati solo quando veramente ce n’è bisogno e non per cose poco importanti o poco gravi o, ancora peggio, per qualsiasi cosa.
  • Non sospetta il male. Chi ama non sta lì sempre a pensare a male dell’altro. Non sospetta il male del continuo. Non giudica le azioni del prossimo come per forza fatte con scopi malvagi e così via. Tiene in conto anche che magari quella parola o quell’azione è stata involontaria, o fatta in momenti in cui la persona era in difficoltà o afflitta o disperata, e cosi via.. Purtroppo alcuni che sono maliziosi, nascondono tale malizia sotto il manto della “prudenza”. Dicono di essere prudenti quando in realtà sono dei maliziosi, che pensano sempre a male, che lo insinuano e lo sospettano del cotinuo.
  • Non gode dell’ingiustizia. Chi ha carità ama la giustizia e odia le ingiustizie mentre chi non ama, non solo è indifferente per le ingiustizie che vengono fatte, ma persino gode di queste. Facciamo un esempio di uno che gode dell’ingiustizia: uno che accetta che, un ministro del vangelo che è nell’abbondanza e nelle ricchezze, riceva soldi, i quali potrebbero andare a chi è nel bisogno, a scapito e a danno di chi è nel bisogno, è uno che non ha carità; è un ingiusto. E se difende pure simili comportamenti scellerati ecco che gode di tale ingiustizia. Ma di ingiustizie ce ne possono essere tante come quella di persone che vengono trattate diversamente in base a quanti soldi pagano, parlare alle spalle, etc..
  • Gioisce con la verità. Chi ama gioisce con la verità e si rattrista con la menzogna. Non si mette a inventare menzogne ed inganni contro il prossimo; non si mette a insinuare cose false nei confronti del prossimo per distruggerlo, anche se fosse un nemico. I bugiardi, gli insinuatori incalliti, i calunniatori e diffamatori non amano. Sono persone che non hanno carità.

Prendete queste caratteristiche ed esaminate la vostra vita e la vostra condotta. Esaminatevi se avete tali caratteristiche oppure no. Studiatevele bene e serbatele nei vostri cuori.

Dunque fratelli e sorelle, sappiate che dovete studiare di abbondare nella carità.

Non è una cosa che potete scegliere di non fare, perchè è un comandamento dato dal Signore Gesù Cristo.

Haiaty Varotto

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