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Ancora su prestiti e debiti

Alcuni dicono che “non si può prendere un prestito con le banche” però poi dicono:
“Noi non proibiamo i prestiti tra fratelli senza interesse e senza imposizione di restituzione”

Ma quindi, tutto il discorso sul fatto che chi “prende in prestito è schiavo di chi presta”, e il discorso di “non avere altro debito..” non vale più se si è tra fratelli? Fateci capire. Se uno prende un prestito con la banca, o con un altro pagano, allora è “schiavo” mentre se lo prende con un altro fratello non vale più la schiavitù?

Poi, ancora vi faccio notare il fatto che non ne vogliono sapere di citare anche questo passo in cui Paolo si voleva caricare DEL DEBITO DI UN ALTRO, quindi diventare debitore di Filemone:

“Che se t’ha fatto alcun torto o ti deve qualcosa, addebitalo a me. Io, Paolo, lo scrivo di mio proprio pugno: Io lo pagherò; per non dirti che tu mi sei debitore perfino di te stesso.” (Filemone 18-19)

Non lo citano mai, ma proprio mai! E questo sarebbe tenere conto della somma delle Scritture riguardo all’argomento prestiti/debiti? No, non lo è perché omettono dei passaggi nei loro ragionamenti.

E che dire del servitore di Eliseo, che temeva l’Eterno, e morì mentre aveva un prestito in corso?

“Or una donna di tra le mogli dei discepoli de’ profeti esclamò e disse ad Eliseo: ‘Il mio marito, tuo servo, è morto; e tu sai che il tuo servo temeva l’Eterno; e il suo creditore è venuto per prendersi i miei due figliuoli e farsene degli schiavi’.” (2 re 4:1)

Vogliamo affermare che quella donna mentiva dicendo che il marito temeva l’Eterno? Cosi non sia. Egli veramente temeva l’Eterno ed era servo del profeta Eliseo. Così è scritto e cosi io credo. Se fosse peccato, Eliseo non avrebbe impedito il suo servo di farlo?

Comunque costoro non si rendono conto delle contraddizioni in cui cadono pur di voler difendere il grosso errore di voler imporre agli altri delle convinzioni personali spacciandola come comandamenti di Dio.

Se uno è convinto nella sua mente di non voler prendere un prestito, non lo faccia. Nessuno lo obbliga a prendere prestito. Se non è in grado di usare questo strumento (così come ci sono persone che non in grado di usare la macchina o internet), non lo faccia. Ma non si metta ad imporre agli altri le sue convinzioni facendola passare come comandamento di Dio e non si metta a giudicare e a condannare coloro che fanno uso di questo strumento finanziario.
Certo è meglio non averli (io preferisco non averli) ma se uno li fa, NON PECCA. E chi dice il contrario, sta aggiungendo qualcosa ai comandamenti di Dio e Gli renderà conto.

Comunque, sapete quante aziende e quanti imprenditori hanno utilizzato efficacemente questo strumento? Tante. Sapete anche quante persone ne hanno avuto beneficio? Tante. Cosi come anche tanti lo hanno usato in maniera stolta e ne hanno pagato le conseguenza. Non ci sono solo persone che ne hanno avuto danni, ma anche chi ne ha avuto enormi benefici. Quindi dov’è il problema: nello strumento o in chi lo usa? Facciamo un altro esempio: sapete quante persone muoiono usando le macchine per spostarsi? Tantissime. Quindi che facciamo? Vietiamo le macchine perché ci sono persone che non la sanno usare (ad esempio quelli che vanno velocissimi anche in zone tranquille, ah e tra l’altro anche tra costoro che sono contro i prestiti c’è chi viaggia sia in autostrada che in città velocissimi mettendo in pericolo la loro vita e la vita degli altri)? Sapete quante persone si sono rovinate la vita con internet? Tantissime. Che facciamo? Togliamo internet perché delle persone possono farsi male usando internet? Ce lo dicano quelli che si scagliano contro gli strumenti in maniera settaria (ovviamente a loro convenienza), appunto perché sono settari! Sono persuaso che se il capo di queste sette domani decidesse che usare internet, o usare la macchina, è peccato, i suoi adepti lo seguirebbero con riverenza e timore pensando che è un comandamento di Dio. E guai a parlare contro l’unto dell’Eterno anche se dice cose assurde o si trova nell’errore!

Certo che certi discorsi assurdi e insensati non si possono sentire!

Lo ripeto prendere un prestito NON E’ PECCATO e non è nemmeno un errore di cui pentirsi, se il debito viene restituito correttamente. C’è chi prende in prestito denaro, altri prendono in prestito dei beni o dei servizi. L’importante è provvedere correttamente al pagamento e non andare oltre le proprie capacità.

A proposito, anche un bene/servizio preso CON UN CONTRATTO che dura un certo periodo è una sorta di debito. E perché? Perché per tutta la durata del contratto TU DEVI MANTENERE IL PAGAMENTO DEL VALORE DEL BENE O SERVIZIO. E’ vero che paghi quello che usi (in altri casi paghi anche se non usi), ma comunque sei vincolato nel pagare; non è che te ne puoi uscire dicendo che non paghi. Facciamo un esempio: l’affitto. Se hai firmato un contratto per i prossimi 5 anni, tu sei VINCOLATO A PAGARE (nello stesso modo in cui sei vincolato nel caso del mutuo). Non è perché si tratta di un bene (la casa) e perché non ci sono interessi che tu puoi fare quello che ti passa per la testa e non pagare il canone mensile. Altro esempio: la fornitura elettrica. Tu sei tenuto a pagare ogni mese un debito e cioè il tuo consumo più tutti i costi associati per offrirti il servizio. E sei tenuto a farlo per tutta la durata del contratto.

Concludo ricordando ancora alcune cose che sono peccato:

  • sovraindebitarsi, perché sarebbe il peccato di stoltezza.
  • Prendere un prestito e non pagarlo (oppure prendere un contratto per un servizio, vincolandoti e non pagarlo)
  • Prestare ad usura, o prendere un prestito con interessi da usura.
  • Prendere un affitto e non pagare le rate
  • Volere fare più di quello che rientra nelle proprie possibilità
  • Agire senza convinzione, magari perché stai facendo qualcosa che ti è imposto

Dunque siate savi, e non vi lasciate soggiogare da precetti d’uomini. Non li temete, anche se sbraitano a destra e a sinistra. Esaminate ogni cosa con la somma della Parola, chiedete sempre la guida dell’Eterno e agite con pienezza di convinzione (perché tutto quello che non viene da convinzione è peccato).

Non vuoi prendere prestiti? Bene. Non farlo. Lo vuoi fare? Non pecchi, ma sappi che è meglio non farlo e che sarai vincolato per tutto il tempo del contratto e dovrai restituire tutto l’importo dovuto.

Haiaty Varotto

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