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Posted by on Nov 22, 2025 | 0 comments

Attributi, caratteristiche e virtù che un Cristiano deve possedere: Dolcezza. Siate dolci!

I santi del Signore devono avere la dolcezza nel loro carattere essendo la dolcezza parte del frutto dello Spirito (cfr Gal 5:22) ed essendo questa ordinata da Dio:

Vestitevi dunque, come eletti di Dio, santi ed amati, di…dolcezza..” (Col 3:12)

ed ancora

“Ma tu, o uomo di Dio, fuggi queste cose, e procaccia….dolcezza.” (1 Tim 6:11)

Ma che cos’è la dolcezza? Vediamo alcune definizioni:

“La dolcezza è una qualità del comportamento, del carattere o del modo di esprimersi che combina gentilezza, delicatezza, sensibilità e calore umano. E’ un atteggiamento che fa sentire l’altro accolto, compreso e rispettato. Detto in modo semplice: La dolcezza è la capacità di trattare gli altri (e sé stessi) con delicatezza, calma e attenzione. La dolcezza di manifesta: Nel modo di parlare: voce calma, parole che non feriscono, tono affettuoso. Nel modo di agire: gesti premurosi, attenzione ai dettagli, rispetto dei tempi degli altri. Nel modo di ascoltare: voler davvero capire, senza giudicare. Nel modo di guardare: sguardi che rassicurano e mostrano presenza. Nel modo di pensare: assumere il meglio degli altri, non il peggio. ” (ChatGpt)

ed ancora

“Una qualità morale o interpersonale che si manifesta con un modo di comportarsi gentile, privo di durezza o ruvidità. Un sentimento o un’espressione affettuosa, come in un abbraccio dolce o uno sguardo tenero.” (Gemini)

Quindi una persona dolce è una persona gentile, delicata, sensibile, empatica, che tratta gli altri con affetto, con calma e senza usare parole che feriscono. Tali comportamenti producono grandi benefici in coloro che li ricevono: si sentono amate, ben volute, capite e più rassicurate.

Al contrario una persona dura è persona sgarbata, che non è sensibile per niente, che non ha tatto, non è empatica, parla con durezza, tratta con durezza, non s’importa dei modi o dei toni con cui parla, non s’importa se l’altro rimarrà ferito dalle sue parole. In altre parole un insensato perchè con questo suo modo di agire causa enormi danni, sia visibili che interiori.

Come già detto prima, i credenti in Cristo Gesù devono avere la dolcezza; non possono essere persone dure che parlano e trattano gli altri (ma anche sè stessi) sempre con durezza.

Vediamo ora, alcune scritture che ci fanno capire come la dolcezza, e il parlare dolce, siano cose buone e che producono enormi benefici:

  • Rispondere con dolcezza placca gli animi, infatti è scritto: “La risposta dolce calma il furore, ma la parola dura eccita l’ira.” (Pv 15:1)
  • Il parlare dolce fa bene a chi ascolta; esso conforta l’anima. Le parole soavi le si ascoltano volentieri perchè sono piacevole da essere ascoltate. Possono portare incoraggiamenti, edificazione, guarigione, pace ed allegrezza. Al contrario le parole dure possono causare tanti danni, ferite, turbamenti, agitazioni, sentimenti negativi, tristezza, etc.. “Le parole soavi sono un favo di miele: dolcezza all’anima, salute al corpo.” (Pv 16:24)
  • La dolcezza favorisce la comprensione. Quando si sente un parlare dolce uno è più disposto a ricevere rispetto ad un parlare duro; un parlare gentile rende l’insegnamento più ricevibile e più fruttuoso, sia perché chi sta ascoltando impara di più, sia perché chi sta insegnando o trasmettendo la conoscenza riesce meglio a trasmettere. Infatti è scritto: “.. e la dolcezza delle labbra aumenta il sapere.” (Pv 16:21)
  • un parlare dolce, calmo e gentile può superare anche le difese più rigide e dure. Con la dolcezza si riesce ad ottenere le cose che durezza non riesce a fare. Chi parla dolcemente ottiene molto di più di chi parla duramente e può cambiare situazioni, persone e decisioni; anche quelle più difficili. “Con la pazienza si piega un principe, e la lingua dolce spezza dell’ossa.” (Pv 25:15)
  • Un amico che ha un parlare dolce rallegra il cuore, procura piacere e dà conforto. “L’olio e il profumo rallegrano il cuore; così fa la dolcezza d’un amico coi suoi consigli cordiali.” (Pv 27:9)
  • La dolcezza previene grandi peccati, secondo che è scritto: “Se il sovrano sale in ira contro di te, non lasciare il tuo posto; perché la dolcezza previene grandi peccati.” (Ecc 10:4)

Dunque avere un parlare dolce è fortemente esortato dalla sapienza di Dio e procura grandi benefici, a differenza del parlare e del trattamento duro. Per questo i credenti devono avere sempre un parlare dolce e rispettoso.

Se vedete una credente con un parlare sempre duro, o in qualche modo irrispettoso o che ferisce la dignità di un altra persona, sappiate che quel tale è uno stolto e non ha sapienza; non importa se si proclama ministro del vangelo, rimane un insensato ed uno stolto.

Ora, sapendo che un credente deve avere la dolcezza e deve avere un parlare dolce, anche la correzione, di norma, dev’essere fatta con dolcezza, secondo che è scritto:

correggendo con dolcezza quelli che contradicono, se mai avvenga che Dio conceda loro di ravvedersi per riconoscere la verità;” (2 Tim 2:25).

Pertanto di norma, nei primi tentativi di correzione bisogna sempre usare la dolcezza. E’ anche vero che in alcune occasioni particolari, soltanto dov’è veramente necessario, bisogna usare durezza. Ad esempio quando si deve disciplinare/riprendere credenti ribelli e ostinati che sono già stati ripresi prima svariate volte; La durezza deve essere usata solo dopo pazienza e tentativi dolci e rispettosi falliti. E comunque in ogni caso, anche con la durezza, bisogna sempre essere rispettosi e mai togliere a dignità alla persona ripresa duramente. Purtroppo anche qui ho visto conduttori, anziani e ministri del vangelo essere sempre duri per qualsiasi cosa; riprendevano sempre con durezza qualsiasi cosa; a quel tempo pensavo fosse una cosa giusta e pensavo che erano manifestazioni di sapienza; poi con tempo ho capito invece che quei tali erano degli insensati nel rispondere o trattare con durezza anche quando non era necessario; erano (e alcuni lo sono tutt’ora) soltanto degli insensati e degli stolti privi della sapienza di Dio e camminavano (camminano) secondo la carne.

Inoltre, bisogna anche rispondere con dolcezza e rispetto a coloro che domandano ragione della nostra speranza, secondo che è scritto:

”anzi abbiate nei vostri cuori un santo timore di Cristo il Signore, pronti sempre a rispondere a vostra difesa a chiunque vi domanda ragione della speranza che è in voi, ma con dolcezza e rispetto; avendo una buona coscienza;” (1 Pi 3:15)

Come vedete, è fondamentale avere sempre dolcezza e rispetto con gli altri. Non importa chi siano. Detto ciò, bisogna anche dire che certi falsi ministri usano la dolcezza come arma per sedurre i santi (cfr Rm 16:18). Quindi bisogna stare attenti ai loro discorsi dolci e lusinghieri; non bisogna cadere preda del loro parlare dolce ma letale. E come si fa a non cadere nei loro discorsi dolci e lusinghieri? esaminando le loro parole, la loro vita e le loro opere con la somma della Parola. Se vedete che parlano dolcemente ma insegnano eresie, oppure non hanno opere buone essendo dei pigri, superbi, arroganti, amanti del denaro, etc..allora li dovete ammonire e se non si ravvedono li dovete lasciare.

Detto questo, adesso non significa che se uno parla dolcemente allora vuol dire che sta per forza cercando di sedurre e, viceversa, se uno parla duramente allora è perchè è nella verità o difende la verità. Ogni cosa deve essere sempre valutata con criterio e sapienza e con la somma delle scritture.

Ora, la dolcezza nel condursi e nel parlare è una cosa che tutti gli anziani, i conduttori e i veri ministri di Cristo devono manifestare. Non è un optional. Non è una cosa che può mancare essendo questa frutto dello Spirito. Quindi se vedete uno che si dice ministro mancare di dolcezza ed essere sempre duro, sappiate per certo che quello è un campanello d’allarme, anche abbastanza grande da tenere presenza perchè evidenzia qualcosa che non va. Probabilmente o sta camminando secondo la carne oppure si è corrotto di cuore.

Infine, come già detto svariate volte sopra, nel frutto dello Spirito c’è la dolcezza, secondo che è scritto: “Il frutto dello Spirito, invece, è amore, allegrezza, pace, longanimità, benignità, bontà, fedeltà, dolcezza, temperanza;” (Gal 5:22)

Quindi se un credente sta camminando per lo spirito, allora per forza di cosa la dovrà manifestare, sia nel parlare che nell’agire. Uno che invece manifesta durezza, arroganza, etc.. non sta camminando secondo lo spirito ma secondo la carne.

Pertanto fratelli e sorelle nel Signore, sappiate che voi dovete essere persone dolci, cioè gentili, delicati, sensibili, empatici, rispettosi, trattando gli altri con affetto, con calma e tenerezza; queso è gradito all’Eterno. Lasciate perdere la durezza e il trattare male gli altri.

Haiaty Varotto

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