Attributi, caratteristiche e virtù che un cristiano deve possedere: La carità – Amate il vostro prossimo!
(Colossesi 3:14)
“E sopra tutte queste cose vestitevi della carità che è il vincolo della perfezione.”
La carità è il vincolo della perfezione.
Senza la carità, non si è perfetti.
Dunque il credente che procaccia la perfezione (cfr 2Corinzi 13:11), deve abbondare nella carità.
Non serve a nulla avere la fede da trasportare i monti, e la conoscenza di tutta la sana dottrina e di tutti i misteri celesti o terreni, e non avere carità.
Lo ripeto, non serve a nulla, proprio A NULLA (cfr 1 Co 13:1-3).
Non è sufficiente solo crescere nella fede, e nella speranza, e trascurare la carità; tra queste cose la carità è la più grande (cfr 2 Co 13:11).
Così, allo stesso modo, non è sufficiente studiare tutte le sacre scritture, conoscere tutta la sana dottrina, i versetti a memoria, e poi non avere carità. E’ INUTILE.
Senza carità, si andrà all’inferno. Non si entrerà nel regno di Dio. E questo perchè chi non ha carità trasgredisce il secondo comandamento di Dio, che è quello di amare il proprio prossimo:
“Il secondo, simile ad esso, è: Ama il tuo prossimo come te stesso.”
(Mt 22:39)
E’ dunque necessario per un credente avere carità ed amare il proprio prossimo. Non è una cosa che si può scegliere di non fare; o che se non si vuole fare si può non fare. E’ fondamentale.
Ora vediamo la definizione di carità secondo la Parola dell’Iddio vivente:
“la carità è
(1 Co 13:4-7).
paziente,
è benigna; l
a carità non invidia;
la carità non si vanta,
non si gonfia,
non si comporta in modo sconveniente,
non cerca il proprio interesse,
non s’inasprisce,
non sospetta il male,
non gode dell’ingiustizia,
ma gioisce con la verità;
soffre ogni cosa,
crede ogni cosa,
spera ogni cosa,
sopporta ogni cosa”
Quindi un credente che ama dev’essere paziente. Non può perdere facilmente la pazienza con gli altri; non può irritarsi facilmente con gli altri, ma deve imparare a sopportare con pazienza. Può uno che perde sempre la pazienza e che non ha mai pazienza con gli altri dire di amare? No. E se lo dice, è un illuso.
Un credente che ha carità è benigno; cioè fa del bene al suo prossimo. Non del male. Infatti l’amore non fa male alcuno al prossimo (Rm 13:10), neanche al proprio nemico. Eh si, perchè bisogna amare anche i propri nemici (cfr Mt 5:44). Una persona che fa del male al prossimo, oppure in qualche modo vuole o desidera che accada del male al suo prossimo, anche se fossero i suoi nemici, è una persona che non ha carità.
Un credente che ama il prossimo non lo invidia. Non desidera le cose che ha e non è geloso di quello che ha. Non prova nessun sentimento negativo verso il suo prossimo; anzi è contento per quello che il suo prossimo ha ricevuto e si rallegra, anche se ciò che il suo prossimo ha ricevuto è quello che avrebbe voluto.
Un credente che ama non si mette a vantarsi dei propri meriti, o delle proprie opere, di come viene usato (o è stato usato) da Dio davanti agli altri.
Un credente che ha carità non si gonfia sopra gli altri; non s’innalza sopra gli altri e non si mette su un piedistallo; anzi al contrario stima gli altri più di sé stesso, si umilia e serve gli altri.
Chi ama non si comporta in modo sconveniente umiliando il prossimo, o facendolo sentire male in qualche modo; ma si preoccupa e si dà scrupolo per comportarsi in modo sempre conveniente, rispettoso e trattando gli altri con dignità. Chi manca di rispetto o di dignità verso il prossimo non ama; è uno stolto arrogante privo di amore; e non importa se si si nasconde dietro “l’autorità”.
Chi ha carità non cerca il proprio interesse ma cerca l’interesse del prossimo; non si mette a fare le cose solo perchè ha un tornaconto personale ma fa le cose nell’interesse del suo prossimo per aiutarlo e per fargli del bene. Chi ama è in grado di rinunciare a sé stesso per amore agli altri; ai propri comodi; ai propri beni e persino alla propria vita (cfr Gesù diede la sua vita per amore a noi).
Chi ama non s’inasprisce. Non diventa aspro, duro, spietato; Non si mette a trattare duramente gli altri per cose piccole, o di poco conto; non tratta gli altri con toni aspri e con modi aspri, ma tratta gli altri con gentilezza e dolcezza. Uno che è sempre scontroso, che si inasprisce facilmente, che si irrita facilmente e di conseguenza tratta gli altri duramente senza interessarsi dei loro sentimenti, non ama.
Un credente che ha amore per il prossimo non sospetta il male del prossimo per le sue azioni o parole; non va, come prima cosa, a pensare subito a male; non insinua cose malvagie; non arriva a conclusioni affrettate senza prove. Uno che non crede alle persone e va subito a pensare a male non è una persona che ama il prossimo. Inoltre vivrà male sospettando sempre il male di tutti e di tutto.
Un credente che ha amore per il prossimo non gode dell’ingiustizia che gli altri subiscono; anzi soffre per quelle cose e cerca in ogni modo di farle cessare o di dare un sollievo. Uno invece che non ama è indifferente alle ingiustizie che subiscono gli altri, non se ne cura, perchè tanto non sono toccate a lui/lei. Infatti l’indifferenza e la freddezza sono delle caratteristiche di persone che non hanno carità.
Chi ama gioisce con la verità e si rattrista con la menzogna. Una persona che ama il prossimo non mente al prossimo, ma gli dice sempre la verità; coloro che dicono bugie o menzogne al prossimo non amano. Invece le persone che non amano il prossimo dicono ogni sorta di bugia, ogni sorta di menzogna e di calunnia a danno del prossimo.
Chi ama crede agli altri quando questi gli dicono le cose; certo è prudente, ma non usa la prudenza come scusa per sospettare il male. Chi ama dà fiducia al prossimo.
Chi ama spera ogni cosa; spera che gli altri possano fare bene, stare bene e migliorare nelle cose che sono da migliorare; spera che gli altri possano camminare bene, senza peccare, e camminare con Dio fino alla fine per entrare nel suo regno celeste e vivere con lui per sempre nei secoli dei secoli.
Chi ama sopporta ogni cosa, nel senso che sopporta quando uno sbaglia nei suoi confronti e chiede perdono; ovviamente non significa che sopporta peccati gravi, scandali o eresie varie, ma significa che sopporta le debolezze dei deboli sapendo che falliamo tutti in molte cose.
Chi ama dunque è’ quindi una persona buona, larga nel perdonare, misericordiosa, pietosa, lenta all’ira, paziente, gentile, dolce, che ha autocontrollo di sé stessa, giusta, retta, altruista, capace di rinunciare a sé stessa e verace.
Studiatevi dunque di averne sempre tanta carità e amore verso il prossimo, perchè questa è volontà di Dio.
Haiaty Varotto