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Caratteristiche degli uomini negli ultimi giorni: vanagloriosi

“Or sappi questo: negli ultimi giorni verranno tempi difficili; perché gli uomini saranno egoisti, amanti del denaro, vanagloriosi, superbi, bestemmiatori, ribelli ai genitori, ingrati, irreligiosi, insensibili, sleali, calunniatori, intemperanti, spietati, senza amore per il bene, traditori, sconsiderati, orgogliosi, amanti del piacere anziché di Dio, aventi l’apparenza della pietà, mentre ne hanno rinnegato la potenza.” (2 Timoteo 3:1-5)

La scrittura ci fa sapere che negli ultimi giorni gli uomini saranno vanagloriosi. Ma cosa significa ‘vanaglorioso’?

Secondo il dizionario la parola vanaglorioso significa:

“Che ostenta un accentuato compiacimento di sé e fatua ambizione.” (Fonte: Oxford languages)

“di persona, che si compiace di sé stesso, delle proprie doti e qualità, reali e più spesso presunte; Pieno di vanagloria; ” (dizionario Treccani)

Ora, che cos’è la ‘vanagloria’?

“Sentimento di vanità, di fatuo orgoglio, per cui si ambisce la lode per meriti inesistenti o inadeguati; nella teologia morale cattolica è definita come l’immoderato desiderio di manifestare la propria superiorità e di ottenere le lodi degli uomini” (dizionario Treccani)

“Atteggiamento di chi si gloria, si vanta, si compiace di pregi di poco conto o inesistenti, per fatuo e smoderato desiderio di lode o di onori: un uomo pieno, gonfio di v.mostrare v.lo fa solo per v.” (Dizionario la repubblica)

Quindi i vanagloriosi sono persone che si vantano (hanno un elevato compiacimento di sé) delle proprie capacità, delle proprie doti, delle proprie opere e così via. Il vanaglorioso ha sempre desiderio di vantarsi e di mettersi in mostra citando le sue doti, le sue capacità, le cose che fa (o le cose che ha fatto in passato) e altre cose riferite a lui/lei.

Si capisce quando uno è vanaglorioso perché spesso (o quando c’è occasione) parla di sé, dei suoi meriti, delle sue imprese, delle sue riuscite, delle sue doti, delle sue capacità, delle opere che ha fatto e cosi via; e quando lo fa, lo fa con un tono di uno che si vanta, talvolta con arroganza e presunzione; Inoltre non riesce a (o non gli viene facile) parlare degli doti e capacità degli altri, a lodare gli altri, a parlare dei meriti degli altri perché è troppo gonfio di sé stesso; e quando uno è gonfio di sé stesso non riesce a vedere gli altri in buona luce ma li vede sempre in cattiva luce.

Nel mondo ci sono tantissimi vanagloriosi che si mettono a vantarsi del continuo delle loro opere o delle loro cose; però purtroppo ce ne sono anche tantissimi in mezzo alle chiese, anche tra i conduttori, tra i ministri ed anziani. Si vantano del continuo di questa o quest’altra opera che hanno fatto, delle “cose grandi” che hanno fatto, delle capacità che hanno e cosi via; Non riescono a lodare gli altri perché troppo gonfi di sé stessi.

La vanagloria è peccato, ed i vanagloriosi si attirano l’ira di Dio secondo che è scritto:

“E siccome non si son curati di ritenere la conoscenza di Dio, Iddio li ha abbandonati ad una mente reproba, perché facessero le cose che sono sconvenienti, essendo essi ricolmi d’ogni ingiustizia, malvagità, cupidigia, malizia; pieni d’invidia, d’omicidio, di contesa, di frode, di malignità;  delatori, maldicenti, abominevoli a Dio, insolenti, superbi, vanagloriosi, inventori di mali, disubbidienti ai genitori, insensati, senza fede nei patti, senza affezione naturale, spietati;  i quali, pur conoscendo che secondo il giudizio di Dio quelli che fanno codeste cose son degni di morte, non soltanto le fanno, ma anche approvano chi le commette.” (Rm 1:28-32)

Chi è vanaglorioso e dice di avere carità mente, perchè nella realtà non ha carità perché:

“la carità non si vanta, non si gonfia” (1 Co 13:4)

Dunque fratelli e sorelle non siate vanagloriosi; non vi mettete a vantarvi delle vostre capacità, delle vostre doti, dei vostri beni o delle opere che fate (o che avete fatto per il Signore); quello che fate, o che avete fatto, è tutto merito del Signore (senza di lui non avreste potuto fare nulla) e voi non avete proprio nulla di cui vantarvi; anzi l’unica cosa di cui vi potete vantare e gloriare è di conoscere il Santo, l’Eterno degli eserciti.  Guardatevi, quindi, da ogni vanagloria.  Siate piuttosto umili, stimando gli altri più di voi stessi.

Non siamo vanagloriosi, provocandoci e invidiandoci gli uni gli altri.” (Gl 5:26)

“non facendo nulla per spirito di parte o per vanagloria, ma ciascun di voi, con umiltà, stimando altrui da più di se stesso,” (Fi 2:3)

Haiaty Varotto

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