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Posted by on Set 3, 2023 | 0 comments

Come dev’essere il parlare dei credenti?

Come dev’essere il parlare dei Cristiani, cioè di coloro che sono credenti in Cristo Gesù e nell’evangelo, e che sono nati di nuovo? Ecco un elenco tratto dalle sacre scritture:

  • Il parlare dei credenti deve essere grave, privo di buffonerie, battute e scherni (cfr Ef 5:4). Non va assolutamente bene per un credente avere un parlare ripieno di buffonerie, cercando sempre di strappare la risata al prossimo, e ancor di meno ripieno di scherni e prese in giro. E’ peccato. I buffoni da mensa e gli schernitori non sono graditi all’Eterno, non importa quanto vengano lusingati dai falsi ministri, i quali non gli dicono niente perchè ricevono qualche beneficio da loro. Purtroppo di questi buffoni da mensa la chiesa ne è ripiena, e si trovano anche tra i pulpiti.
  • Il parlare dei credenti deve essere si, si, e no, no (cfr Mt 5:37). Cosa vuol dire? Che la parola data dev’essere mantenuta, anche al proprio danno. Se si dice una cosa al prossimo, bisogna mantenerla; costi quel che costi. Non si può dire le cose tanto per dire e poi dimenticarsele senza mantenere gli impegni presi o le parole date. Piuttosto non dite niente, ma se le dite, cercate sempre di mantenere. Ne ho conosciute di gente che dice le cose, e magari anche le inizia, e poi semplicemente se le scorda e se le rimangia (non parlo di mancanze che può succedere a tutti, ma proprio di un modo continuo di fare e di essere).
  • Il parlare dei credenti non dev’essere un parlare disonesto (cfr Col 3:8) e devono trattenere la loro bocca dalla frode (cfr 1 Pi 3:10). Non si deve ingannare il prossimo, né raggirarlo, né cercare di manipolarlo nascondendogli le cose o dicendogli le cose a metà. Chi parla in maniera disonesta, in maniera manipolatoria, e con secondi fini non è gradito nel cospetto di Dio. Bisogna essere onesti, dire sempre la verità con franchezza ed essere trasparenti, senza omettere nè manipolare nulla.
  • I santi non devono giurare (Mt 5:34-35). Non si deve giurare né per il cielo, né per la terra, né con altro giuramento ma il parlare dev’essere si, sì e no, no (cfr Giac 5:12).
  • I credenti quando parlano possono usare i salmi, inni e cantici spirituali per edificarsi e incoraggiarsi ed esortarsi a vicenda (cfr Ef 5:19). Ovviamente per parlare usando i salmi, bisogna conoscerli, e per conoscerli bisogna leggerli. Stesso discorso vale per i cantici.
  • I credenti devono avere un parlare con grazia e condito con sale (cfr Col 4:6); in altre parole devono avere un parlare grave e opportuno, dicendo le cose giuste al momento giusto. Devono dire le cose secondo la volontà di Dio con risolutezza e nel momento opportuno. Non devono avere un parlare poco serio, principalmente quando parlano delle cose sante di Dio. Guai a coloro che si mettono a fare battute o a disprezzare la Parola di Dio facendo battute o buffonerie sui comandamenti di Dio.
  • I credenti devono essere tardi nel parlare (cfr Giac 1:19). Devono essere pronti ad ascoltare e tardi nel parlare. Inoltre non si devono mettere a parlare sopra gli altri con arroganza, magari usando anche parole come “stai buono” o “buono li’ o cose simili. Non devono essere persone orgogliose e tracotanti, pieni di è e arroganti oltre modo. Chi parla prima di aver ascoltato manifesta la propria stoltezza e follia.
  • I credenti, quando sono dati nelle mani degli uomini o quando sono davanti alle autorità, non devono stare preoccupati di quello che diranno perchè lo Spirito Santo darà loro di quel che devono dire (cfr Mt 10:19; Mc 13:11)
  • I credenti devono saper tenere a freno la lingua (cfr Giac 1:26). Non possono parlare e dire tutto quello che gli passa per la testa senza pensare alle conseguenze che possono causare agli altri con il loro parlare. Non devono assolutamente causare danni negli altri pensando che tanto a loro non importa nulla. Devono saper controllare la lingua e quello che stanno per dire, studiandosi sempre di avere un parlare che opportuno all’occasione e che sia condito con sale.
  • I credenti non devono fare maldicenza (cfr 3:8) e devono trattenere la propria lingua dal male (cfr 1 Pi 3:10). Non va assolutamente bene parlare alle spalle degli altri, principalmente con toni negativi e/o con insinuazioni. Ancor di meno se quel qualcuno/a vive fiducioso con te. I maldicenti, che spesso sono anche maliziosi e insinuatori, sono gente malvagia che se ne andranno all’inferno, se non si ravvedono. Purtroppo di questi ci sono tanti nei pulpiti e che si dicono ministri del vangelo (pastori, dottori, profeti, etc..). Amano sparlare dietro alle spalle delle persone (ne ho conosciuti diversi per esperienza pratica) e sono anche bravi a fingere, oltre che essere codardi. Non ti dicono niente davanti, ma da dietro ti sparlano alla grande. Riescono persino a parlare male basandosi su una foto! Una razza di gente stolta, superba e malvagia che è meglio non incontrare sulla propria strada.
  • I credenti devono avere un parlare dolce (cfr Pv 15:1, Pv 25:15, Pv 16:21, Pv 27:9, Ecc 10:4). La dolcezza è parte del frutto dello Spirito Santo ed i santi ne devono essere vestiti con essa (Gl 5:22, Col 3:12, 1 Tim 6:11). Essa ci deve essere anche quando si corregge coloro che contraddicono (cfr 2 Tim 2:25). Non va assolutamente bene per un credente essere sempre duro, scontroso e con un parlare stizzoso, nel quale usa dei toni scontrosi e duri, sempre in ogni occasione. Quella è stoltezza e mancanza di sapienza. E purtroppo alcuni, anche tra ministri del vangelo, la spacciano per autorità. Sono degli stolti e arroganti, che non sanno cosa sia la dolcezza, parlano sempre con toni scontrosi e sempre pronti a parlare duramente, e fanno passare questo come autorità o maturità spirituale. La dolcezza è una virtù importante per un figliolo di Dio e coloro che camminano secondo lo spirito la devono avere. Imitate coloro che la possiedono non coloro che invece se ne tengono ben lontani da essa.

Haiaty Varotto

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