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‘Fatti in là, non t’accostare perchè sono più santo di te’

“Ho stese tutto il giorno le mani verso un popolo ribelle che cammina per una via non buona, seguendo i propri pensieri; verso un popolo che del continuo mi provoca sfacciatamente ad ira, che offre sacrifizi nei giardini e fa fumare profumi sui mattoni; che sta fra i sepolcri e passa le notti nelle caverne, che mangia carne di porco ed ha nei suoi vasi vivande impure; che dice: ‘Fatti in là, non t’accostare perch’io son più santo di te’. Cose siffatte, sono per me un fumo nel naso, un fuoco che arde da mane a sera. Ecco, tutto ciò sta scritto dinanzi a me; io non mi tacerò, anzi vi darò la retribuzione, sì, vi verserò in seno la retribuzione delle iniquità vostre, dice l’Eterno, e al tempo stesso delle iniquità dei vostri padri, che hanno fatto fumare profumi sui monti e mi hanno oltraggiato sui colli; io misurerò loro in seno il salario della loro condotta passata.” (Is 65:4-6)

Ieri, aprendo le scritture, mi è capitato questo passo e vorrei condividere con voi una riflessione.
L’Eterno degli eserciti era adirato a motivo di alcuni comportamenti da parte del suo popolo, il quale era diventato un popolo ribelle.

Tra i motivi per cui era adirato, vi era quello che il popolo diceva ‘Fatti in là, non t’accostare perch’io son più santo di te’. Cosa significa? Significa che alcuni in mezzo al popolo si sentivano più santi di altri e per il fatto di sentirsi più santi, si sentivano superiori agli altri, li disprezzavano al punto da allontanarli dicendo ‘fatti in là..’

Queste cose erano un fumo nel naso davanti al’Iddio vivente.

E lo sono tutt’oggi.

Ad esempio quando alcuni in seno alla chiesa pensano di essere più santi di altri, pensando di essere più giusti di altri, arrivando ad innalzarsi sopra un piedistallo e a disprezzare gli altri che sono più deboli o che camminano più lentamente. In questo modo manifestano la loro superbia, la loro arroganza, il loro disprezzo verso gli altri che vengono da loro ritenuti meno santi, o che magari conoscono di meno le scritture, e vomitano questo loro disprezzo apertamente, pubblicamente davanti a tutti.

Una volta nel privato ho assistito ad un ministro del vangelo che ha disprezzato una sorella (che purtroppo si ritrova in mezzo a questa setta che la disprezza, ma lei non lo sa e pensa di essere apprezzata in mezzo a loro; e anche questo causa la nausea, cioè il fatto di usare una persona lasciandola in mezzo al gruppo anche quando il capo e gli altri la disprezzano ritenendola “una che parla in maniera doppia, che prevarica gli uomini, presuntuosa, arrogante, che contrasta la parola di Dio e lo nega e che parla sopra i fratelli”); dicevo, una volta ho assistito a questo dottore che ha disprezzato una sorella basandosi su una foto e basandosi sul suo taglio di capelli! Rimasi inorridito, io e mia moglie, e ammetto che ho sbagliato a non riprenderlo lì sul fatto.

Si tratta di una cosa, che a vederla ti viene la nausea e quindi posso capire l’espressione nelle scritture quando l’Eterno dice che per Lui sono un ‘fumo nel naso’. Una cosa fastidiosa, brutta da vedersi manifestare nella chiesa. Uomini fallibili, che pensando di essere chissà che cosa, di essere superiori e più santi, disprezzando gli altri che sono più deboli e mancanti e che magari non hanno lo stesso livello di conoscenza della Parola di Dio. Eh ma loro si giustificano sempre chiamandoli ‘disordinati’, ‘inguaiati’, ‘ribelli’, ‘ostinati’ etc.. Per loro se non fai come loro e non sei come loro allora rientri in una di quelle categorie dette sopra e quindi devi ‘farti più in là’, in altre parole devi essere allontanato.

Ma costoro che agiscono in questa maniera sono dei sepolcri imbiancati. Di fuori appaiono ‘santi’ e ‘giusti’ ma dentro sono pieni di INIQUITA’, di frode, di inganno. Guardano le cose esterne ma trascurano le cose più importanti come la carità, la misericordia, la pietà, la compassione. Ti riprendono magari duramente perché hai fatto un piccolo errore mentre scandalizzano la chiesa e i pagani con la loro condotta ingannevole. Ti vengono a correggere gli errori grammaticali (che tra l’altro fanno pure loro) ma non vedono la loro superbia, la loro condotta malvagia nel disprezzare gli altri e nel farsi beffe degli altri.

E’ gente che a causa del loro orgoglio, del loro innalzarsi, ormai non vede più il proprio peccato quanto è diventato nauseabondo. Sono degli illusi. Per questo gli si piomberà sul capo l’ardente l’ira di Dio perché l’Eterno ha in abominio la superbia. E’ una cosa che lui odia.

Fratelli e sorelle non vi insuperbite. Non vi innalzate sopra gli altri fratelli e sorelle, anche se vi state santificando. Non cominciate a guardarli dall’alto in basso. E’ una cosa estremamente pericolosa cominciare a pensare di valere di più degli altri, o di essere migliori degli altri, anche dell’ultimo arrivato. Ancor di più per un ministro del vangelo, o per un anziano, perché sono proprio loro che devono essere il servitore di tutti e l’esempio di umiltà per gli altri.
Ricordatevi sempre che siete carne e polvere; che tutto quello che avete o che siete è per la grazia di Dio che ha operato in voi. Non c’è alcun motivo di innalzarsi sopra gli altri. Non c’è alcun motivo di pensare di essere più santi degli altri. Siate umili e pregate Iddio di darvi sempre umiltà; ed esaminatevi del continuo per vedere se siete umili o se invece ci sono i segni e i sintomi della superbia. Purtroppo la fine che fanno i superbi è una fine tragica.

Haiaty Varotto

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