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Fratelli, non contendete ma siate miti, pazienti ed atti ad insegnare

“Or il servitore del Signore non deve contendere, ma dev’essere mite inverso tutti, atto ad insegnare, paziente, correggendo con dolcezza quelli che contradicono, se mai avvenga che Dio conceda loro di ravvedersi per riconoscere la verità” (2 Tim 2:24-25)

Da questo passaggio comprendiamo che il servo del Signore:

1) Non deve contendere. Contendere significa “cercare di ottenere qualcosa per sé opponendosi ad altri”, “competere, gareggiare” ma significa anche litigare, disputare. Quindi i santi possono difendere la sana dottrina e diffenderla ma non si devono mettere li a litigare per questo. Una volta che si confuta, si difende la sana dottrina, si riprende o si esorta, se l’altro non ne vuole sapere di ascoltare allora non si deve procedere in quella conversazione arrivando a litigare o a fare questioni inutili e sterili.

2) deve essere mite. Il mite è una persona che ha un carattere dolce e paziente. Quindi le cose devono essere dette nei modi nei momenti giusti e nei modi giusti, con dolcezza e usando la sapienza con l’obiettivo finale di voler recuperare, guadagnare e farsì che l’altro recepisca il messaggio e operi di conseguenza.

3) atto ad insegnare. Il servo del Signore deve essere predisposto a dare un insegnamento in maniera corretta. Non devono farlo di malavoglia o per motivi impuri, quali invidia o vanagloria, ma lo devono fare con amore per il Signore e per il bene di coloro che vengono ammaestrati.

4) Paziente. Essere pazienti vuol dire saper aspettare, saper attendere con calma senza agitarsi, senza irritarsi facilmente o per motivi inutili o superficiali (anche perchè la Scrittura dice che l’irritazione riposa in seno agli stolti cfr Ecc 7:9). Quindi bisogna anche dare del tempo a coloro che si manifestano sinceri davanti a Dio e che magari non sono ancora arrivati a certi discorsi o a capire certe verità. Mai essere veloci ad adirarsi e precipitosi nel parlare (o scrivere).

5) Correggere con dolcezza quelli che contraddicono. Sì, è necessario ubbidire anche a questo e correggere con dolcezza coloro che contraddicono o per ignoranza o per altro motivo. E’ vero che tavolta dobbiamo agire in maniera dura e resistere duramente in faccia agli empi in mezzo alla chiesa, ma il turare la bocca va fatto tramite la Parola di Dio e la sapienza con dolcezza.

Quindi il credente, prima di agire con opere o parole (o scrivendo su facebook o altro) deve capire bene chi ha davanti, e cercare, usando la carità e la sapienza, di agire o rispondere nel modo migliore per il bene di coloro con il quale interagiscono e per il bene della chiesa. Non si può agire e parlare nella stessa maniera con un fratello da poco convertito nella fede come si parla con un ministro di Satana infiltrato nella chiesa.

Non è sempre facile e non sempre si riesce a fare queste cose, ma è bene che queste cose siano serbate nella mente e nel cuore perchè sono comandamenti del Signore, e coloro che amano il Signore si studiano di osservare i Suoi comandamenti.

Approfitto anche per esortarvi a fare sempre ogni cosa con carità e fare le cose per dare un insegnamento a tutti coloro che in qualche modo possono vederla quella cosa. Un esempio: se state parlando con una persona su facebook in un certo post, cercate sempre di lasciare un buon esempio e un insegnamenti giusto per tutti gli altri che leggono e che possono essere perfezionati leggendo la vostra conversazione.

 

Haiaty Varotto

 

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