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Guardatevi dagli ipocriti e dal loro lievito malvagio

Fratelli e sorelle, ancora una volta vi scrivo per mettervi in guardia dall’ipocrisia.

La scrittura ci ordina di guardarci dall’ipocrisia e di non essere degli ipocriti:

“Guardatevi dal lievito de’ Farisei, che è ipocrisia” (Lc 12:1)

“L’amore sia senza ipocrisia. Aborrite il male, e attenetevi fermamente al bene.” (Rm 12:9)

“Gettando dunque lungi da voi… le ipocrisie….come bambini pur ora nati,” (1 Pi 2:1)

Per capire bene cos’è l’ipocrisia bisogna leggere il capitolo 23 di Matteo, dove Gesù parlando a coloro che sedevano sulla cattedra di Mosè (coloro che insegnavano agli altri), li riprende severamente per la loro ipocrisia; infatti questi “maestri” e “dottori”, insegnavano bene agli altri ma non praticavano; dicevano di fare le cose ma loro stessi non le facevano. Infatti Gesù disse di osservare le cose che avrebbero detto ma di non fare come loro, perché dicevano ma non facevano (cfr Mt 23:3).

Oggi avviene la stessa cosa: ministri, anziani, conduttori (ma anche credenti senza alcun ufficio) che predicano agli altri ma non fanno; dicono ma non fanno. Ed anche oggi bisogna fare quello che disse Gesù di fare nei confronti di quei ipocriti: fare quello che dicono ma non fare secondo le loro opere.

Fratelli e sorelle, a proposito, ricordatevi sempre di guardare alle opere di una persona. TUTTE le sue opere, non soltanto una parte. Sono le opere, le cose fate nella pratica, che manifestano chi è veramente una persona. Non sono le parole, perché a parole sono tutti bravi. A parole sono tutti pieni d’amore, di carità, di misericordia e cosi via, ma nella pratica sono in pochi.

Comunque tornando all’ipocrisia, cosa facevano quei “dottori” ipocriti? legavano dei pesi gravi e mettevano tali pesi sulle spalle delle persone ma loro non li volevano muovere neppure col dito (cfr Mt 23:4). In altre parole non volevano in nessun modo operare ed agire per aiutare le persone a portare quei pesi. Parlavano e basta. Anche oggi avviene la stessa cosa: dottori e maestri che dicono agli altri cosa le cose che devono essere fatte ma non si interessano minimamente di aiutarli nella pratica, aiutandoli magari a trovare una soluzione o di aiutare economicamente/fisicamente coloro che si trovano con quei pesi.

Un’altra caratteristica dell’ipocrita è che fa tutte le cose per essere visto dagli uomini. Non lo fa soltanto per il Signore, ma lo fa affinché gli altri possano vedere quello che sa fare, e così, accrescere la propria fama. Come riconoscere uno che fa le cose per essere visto dagli uomini? Ad esempio quando vuole a tutti costi meriti, anche quando non li ha; quando comincia a sbraitare dicendo a destra e a sinistra “la nostra grande opera” di qui, “quello che io ho fatto” di là; “Io vi ho dato questo”; “io vi ho dato quello”; E cosi via… Questi ipocriti fanno fatica ad accettare queste parole di Gesù:

“ma il maggiore fra voi sia vostro servitore. Chiunque s’innalzerà sarà abbassato, e chiunque si abbasserà sarà innalzato” (Mt 23:11-12).

Poi, gli ipocriti di quel tempo, e purtroppo ancora di oggi, osservano alcune parti della legge di Dio ma poi trascuravano le cose più importanti della legge, tra cui la misericordia. Infatti non erano misericordiosi verso gli altri ma erano spietati; proprio come sono gli ipocriti novelli farisei che abbiamo conosciuto in questo tempo.

Un’altra cosa che facevano quell’ipocriti è che colavano il moscerino ma inghiottivano il cammello. In altre parole, ingrandivano le cose piccole e le scrutavano nei dettagli, mentre le cose grandi e importanti le lasciavano passare e non le esaminavano con cura e nei dettagli, come invece facevano con i “moscerini”. Anche oggi avviene la stessa cosa, dove gli ipocriti fanno problemi e storie per cose secondarie, come ad esempio per errori grammaticali o ortografici, oppure fanno problemi e storie per chi ha preso un prestito con le banche, mentre invece accettano e tollerano gente che inganna il prossimo con il loro status sociale (si fa passare per povero vivendo in una casa popolare e senza lavorare mentre non lo è affatto ed ha case e beni ereditati oltre a ricevere offerte varie), tollerano eretici che oltraggiano Gesù Cristo, e cosi via..

Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché nettate il di fuori del calice e del piatto, mentre dentro son pieni di rapina e d’intemperanza. Fariseo cieco, netta prima il di dentro del calice e del piatto, affinché anche il di fuori diventi netto. Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché siete simili a sepolcri imbiancati, che appaion belli di fuori, ma dentro son pieni d’ossa di morti e d’ogni immondizia. Così anche voi, di fuori apparite giusti alla gente; ma dentro siete pieni d’ipocrisia e d’iniquità.” (Mt 23:25-28)

Altre cose che facevano gli ipocriti:

  • Facevano elemosina e facevano suonare la tromba per essere onorati dagli uomini (Mt 6:2)
  • Pregavano per essere visti dagli uomini, e non di vero cuore a Dio (Mt 6:5)
  • Digiunavano e stavano mesti d’aspetto per essere visti dagli uomini che digiunavano (Mt 6:6)
  • Riprendevano altri per cose più piccole e meno gravi di quelle che avevano loro (Mt 7:5)
  • Chiedevano le cose, non perché erano interessati veramente alle risposte, ma lo facevano per cogliere Gesù in errore (Mt 22:18)

Adesso vi faccio altri esempi di come si può manifestare l’ipocrisia facendo degli esempi pratici:

  • Se tu giudichi e condanni qualcuno che agisce con iniquità, ingannando il suo prossimo, ma poi tu fai la stessa cosa, ingannando il tuo prossimo, magari con il tuo status economico/sociale, sei un ipocrita.
  • Se tu giudichi e allontani qualcuno per aver detto delle cose sbagliate (anche se la persona che ha sbagliato ha riconosciuto di aver sbagliato), ma poi ti tieni schernitori, buffoni, eretici, che pubblicamente insegnano eresie a danno di molti e che oltraggiano il Signore Gesù Cristo, allora sei un ipocrita e uno doppio.
  • Se tu predichi di praticare l’ospitalità ma non lo fai mai con nessuno dopo tanti anni, allora sei un’ipocrita.
  • Se tu predichi che bisogna perdonare il fratello o la sorella di cuore quando questi si pentono, ma quando una sorella ti chiede perdono piangendo tu metti in dubbio la sua richiesta di perdono e non la perdoni e non la ristabilisci come prima (proprio come fa l’Eterno con noi) allora sei un ipocrita.
  • Se tu predichi che bisogna amare i fratelli e le sorelle, ma poi non nella pratica non ti interessi mai di quei fratelli e sorelle che ti sono toccati in sorte, non li chiami, non li scrivi, non ascolti i loro problemi e le loro difficoltà, non porti i pesi assieme a loro, non li vai a visitare quando stanno male (e cosi via) allora sei un ipocrita.
  • Se tu predichi che i frutti degni di ravvedimento sono importanti e che bisogna portarli quando c’è un reale ravvedimento però nella pratica dimostri che non lo sono, permettendo che una situazione che per te è peccato (o un errore da non fare), rimanga tale, anche se è sanabile, allora sei un ipocrita.
  • Se tu tieni vicino a te persone che disprezzi e di cui hai parlato male, e accetti il loro “mi piace” e non le allontani, allora sei un ipocrita.
  • Se predichi che bisogna esaminare la somma della scrittura ma poi non lo fai, ma ti fidi ciecamente del ministro/anziano/conduttore, allora sei un ipocrita.
  • Se predichi che bisogna amare la chiesa, ma poi quando c’è una situazione che potrebbe portare divisione e turbamento nei fratelli, non fai nulla per impedire le divisioni che potevano essere impedite (ovviamente cose che sono in tuo potere farlo), e non fai nulla per impedire scandali causati da te, allora sei un ipocrita.
  • Se predichi che bisogna imitare l’apostolo Paolo, ma poi lo imiti solo dove  e quando ti conviene, allora sei un ipocrita. Non basta imitarlo solo nelle parole, ma bisogna farlo anche nei fatti. L’apostolo Paolo era pronto ad andare a lavorare pur di non scandalizzare nessuno, mentre invece alcuni che dicono di imitarlo non lo fanno. L’apostolo Paolo aveva gran desiderio di trovare i fratelli e le sorelle che gli sono toccati in sorte, mentre alcuni che dicono di imitarlo non lo fanno. L’apostolo Paolo portava i pesi dei santi assieme a loro, mentre alcuni che dicono di imitarlo non lo fanno; e cosi via..
  • Se tu giudichi e riprendi pubblicamente un fratello/ una sorella per aver condiviso pubblicamente un post di una persona del mondo contenenti delle parole volgari ma non non fai lo stesso con il  tuo ministro che ha fatto la stessa cosa (però privatamente), allora sei un ipocrita, uno doppio.
  • Se tu giudichi e riprendi pubblicamente qualcuno perché ha sbagliato nello scrivere mentre tu hai sbagliato nello scrivere  tantissime volte (e continui a farlo), allora sei un ipocrita.

Potrei continuare ma credo che il concetto l’abbiate capito.

Ora, al tempo di Gesù c’erano delle persone, che apparivano (o facevano apparire) agli occhi degli altri di essere delle persone giuste, ma nella realtà erano delle persone ipocrite. Infatti Gesù disse a questa gente:

“Così anche voi, di fuori apparite giusti alla gente; ma dentro siete pieni d’ipocrisia e d’iniquità.” (Mt 23:28)

Gesù li riprese severamente e disse loro queste parole:

“Serpenti, razza di vipere, come scamperete al giudizio della geenna? “ (Mt 23:33)

Dunque sappiate che l’ipocrita è una persona che non è gradita all’Eterno; L’Eterno non gradisce coloro che fanno le cose per apparire; coloro che predicano bene ma non praticano quello che predicano, oppure fanno il contrario di ciò che dicono; L’Eterno non gradisce coloro che condannano altri pubblicamente per apparire più giusti mentre fanno le stesse cose, o peggio, di coloro che condanano.

L’ipocrita se ne sta andando all’inferno, in perdizione. E’ una cosa molto seria che non va sottovalutata in alcuna maniera.

Guardatevi dagli ipocriti e dal loro lievito malvagio.

Concludo con una parola a te che sei ipocrita: ravvediti e convertiti dalle tue vie malvagie, e abbandona la tua ipocrisia portando frutti degni di ravvedimento. Sappi che l’Eterno non ha riguardi personali verso nessuno (neanche verso chi ha tanto operato nel passato con segni, miracoli, prodigi o con altre opere di altro tipo). Non ti illudere.

Haiaty Varotto

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