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I ministri del vangelo ed i conduttori devono essere trasparenti

Ragionando sulla blockchain, un protocollo web formato da una struttura dati disposta in un certo modo, consideravo una sua proprietà (derivante proprio dal modo in cui è strutturata) che i corrotti e coloro che agiscono nelle tenebre odiano: la trasparenza.

Che cos’è la trasparenza e perché i corrotti e coloro che agiscono nelle tenebre la odiano?

Secondo il dizionario, la trasparenza è:

“Chiarezza di comportamento e d’intenti,” (Dizionario Oxford)

“Chiarezza, facilità di comprensione o di intuizione del senso o del significato, anche se non è espresso in modo esplicito” (Dizionario Treccani)

Dunque la trasparenza è la chiarezza dei comportamenti e degli intenti. Una persona trasparente è una persona chiara, sia nei comportamenti e sia nelle intenzioni, che non lascia spazio a dubbi o spazio a differenti interpretazioni. Se il comportamento, o l’intento di qualcuno è poco chiaro, allora ecco che lì manca la trasparenza. Inoltre, una persona trasparente non ha alcun problema a rispondere alle domande di interesse pubblico che le vengono fatte (ovviamente non devono essere domande che vanno ad intaccare sfere strettamente personali). 

Ora, un ministro del vangelo, che è un ambasciatore di Cristo, o un anziano, che è un conduttore nella chiesa, deve: 

  • essere una persona il più trasparente possibile, proprio per non dare addito ad accuse nei suoi confronti e per non dare alcun motivo di scandalo a nessuno.
  • essere pronti a rispondere alle domande dei santi riguardo alle cose che sono di interesse per tutta la chiesa in modo da frugare ogni dubbio e ogni scandalo.
  • Parlare sempre in modo chiaro e franco, senza girarci intorno, e facendo capire chiaramente il suo intento.
  • Non essere doppio.
  • Non essere ipocrita

Se uno non si adopera in questo modo, non agisce secondo la volontà di Dio. Se un ministro fugge quando gli vengono poste le domande, ad esempio riguardo all’amministrazione di offerte, manifesta di non avere trasparenza, di non interessarsi della propria reputazione, di non interessarsi del prossimo e di non avere alcun interesse nel dare l’esempio. Non stiamo parlando di semplici fratelli ma parliamo di ambasciatori di Cristo, che sono stati costituti da Lui per adempiere ad un ufficio, e che quindi sono personaggi pubblici.

Purtroppo però, in mezzo alla chiesa dell’Iddio vivente, ci sono tantissimi ministri del vangelo che non sono trasparenti, principalmente quando si tratta di soldi; non lo vogliono essere e arrivano perfino ad odiare questa proprietà.

Si nascondono dietro alla “riservatezza” oppure al “fatti gli affari tuoi” e così facendo sono liberi di agire come pare e piace a loro. Non sono affatto chiari quando devono rispondere alle domande che gli vengono fatti dalla chiesa riguardo all’amministrazione delle offerte e altre cose. Parlano in modo poco chiaro e di difficile comprensione; non rispondono con schiettezza ma tergiversano; alcuni arrivano persino ad ammonirti se osi fare delle domande sulle offerte, quasi come se dovesse essere un segreto di stato o quasi come se fosse un peccato chiedere in che modo hanno intenzione di usarle o in che modo le stanno usando.

E perché questo? Semplice, perché hanno qualcosa da nascondere; perché agiscono nelle tenebre e non vogliono rendere conto agli uomini. Ovviamente questo modo di agire per i ministri di Dio non va assolutamente bene perché i ministri del vangelo, essendo ambasciatori di Cristo, devono studiare di avere una buona coscienza davanti a Dio e anche davanti agli uomini, e quindi devono rendere conto apertamente alla chiesa tutto ciò che è nel suo interesse. 

Prendiamo l’esempio dell’apostolo Paolo il quale si studiava di essere il più trasparente possibile. E lo dimostrò nell’occasione in cui dovete raccogliere dei soldi per una specifica chiesa.

“non solo, ma egli è stato anche eletto dalle chiese a viaggiare con noi per quest’opera di carità, da noi amministrata per la gloria del Signore stesso e per dimostrare la prontezza dell’animo nostro. Evitiamo così che qualcuno abbia a biasimarci circa quest’abbondante colletta che è da noi amministrata; perché ci preoccupiamo d’agire onestamente non solo nel cospetto del Signore, ma anche nel cospetto degli uomini.” (2 Co 8:19-21)

E sempre l’apostolo Paolo ebbe a dire:

“Per questo anch’io m’esercito ad aver del continuo una coscienza pura dinanzi a Dio e dinanzi agli uomini.“ (Atti 24:16)

Conclusione

Un ministro del vangelo, o un anziano di chiesa, deve essere il più trasparente possibile nei suoi comportamenti e nei suoi intenti nelle cose che riguardano la chiesa o le cose del Signore (non parliamo di cose strettamente private); principalmente quando si tratta di soldi; quindi deve studiarsi di essere il più trasparente possibile quando riceve soldi e offerte dalla chiesa facendo in modo che ogni dubbio sia tolto, e se si sollevano delle questioni deve intervenire prontamente per mettere chiarezza per evitare scandali e turbamenti (non deve fuggire come un coniglio). Il diritto di vivere dell’evangelo non è un diritto ad essere poco trasparenti o un diritto a non rendere conto alla chiesa; chi afferma questo sta affermando qualcosa che va oltre le scritture. Notate questi ministri che non vogliono essere trasparenti e non vogliono rendere conto alla chiesa e guardatevi da loro; non agiscono secondo gli esempi degli apostoli.

Haiaty Varotto

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