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La volontà del Pastore deve coincidere con quella di Dio

Nel Vangelo di Matteo sta scritto:

«CHE VI PAR EGLI?
SE UN UOMO HA CENTO PECORE E UNA DI QUESTE SI SMARRISCE, NON LASCERÀ EGLI LE NOVANTANOVE SUI MONTI PER ANDARE IN CERCA DELLA SMARRITA?
E SE GLI RIESCE DI RITROVARLA, IN VERITÀ VI DICO CH’EI SI RALLEGRA PIÙ DI QUESTA CHE DELLE NOVANTANOVE CHE NON SI ERANO SMARRITE.
COSÌ È VOLER DEL PADRE VOSTRO CHE È NEI CIELI, CHE NEPPURE UN SOLO DI QUESTI PICCOLI PERISCA»(MATTEO 18:12-14)

Cari nel Signore, valutate bene questi passaggi biblici, perché sono molto importanti, e se si riesce ad intenderli secondo la buona e perfetta volontà di Dio, possono cambiare o confermare il vostro approccio alle questioni disciplinari nella Chiesa, o aiutarvi nel rapporto con i fratelli, anche con quelli problematici.

Da quei passi vediamo che il pastore delle pecore lascia temporaneamente, le trascura quindi, le 99 pecore giuste che camminano da sole, per cercare quella smarrita, per vedere se si possa recuperare. Il pastore, per quanto dipenda da lui, deve fare di tutto per cercare e recuperare la pecora smarrita.

Per fare questo bisogna tenere sempre a mente qual è la perfetta e buona volontà di Dio, che è scritta nel versetto 14, e questo è l’obiettivo, il punto capitale dell’opera del pastore del gregge di Dio, che è quello che NESSUNO PERISCA, neppure uno, neppure quello che è ritenuto il più piccolo, il più insignificante.

Nel cuore del pastore del gregge di Dio deve albergare abbondantemente questo sentimento che è quello del Signore: che nessuno perisca.

Ogni pastore deve tenere presente questo obiettivo da raggiungere, e mettere tutto il possibile in pratica quando vi è una pecora che si smarrisce, affinché possa essere recuperata.

Quelli veramente preposti dal Signore a pascere il gregge di Dio, dovranno badare a queste cose che stanno scritte e che io vi sto solo rammentando, e se non lo fanno, è perché sono gente spietata, se appena una pecora zoppica o è d’intralcio e il pastore subitamente la espelle e si toglie il problema, e non cerca minimamente di recuperare le pecore che secondo lui stanno prendendo vie tortuose, beh, non sta facendo la volontà di Dio, ma del diavolo, perché sta spingendo la pecora a perdersi. Non importa quanto questo cosiddetto servo di Dio abbia fatto di bene, perché comunque nella faccenda dello smarrimento di certe pecore non agisce per il loro bene secondo la volontà del Padre, ma per il loro male. E se dal male che fa si vede pure che si aspetta la distruzione ed il perire di quella pecora, in questo caso è chiaro che non ha minimamente il cuore del Signore, costui non ha gli stessi sentimenti di cuore che ha il Padre, anzi si manifesta spietato e malvagio, ed un tal servitore malvagio non potrà che essere rimosso dal suo incarico, perché non ne è degno, non si pone l’obiettivo di pascere tutto il gregge e che nessuno rimanga indietro e nessuno si perda, ma evidentemente il suo obiettivo è solo quello di trarne profitto per sé stesso e basta, costui è un mercenario, che pasce il suo ventre.

Cari nel Signore, considerate attentamente queste brevi riflessioni, perché vi aiutano a capire come fare a riconoscere un vero servo di Dio da uno che bada solo a pascere il suo ventre; in questo caso basta vedere semplicemente se la volontà del Padre, che nessuno perisca, viene messo in pratica e sentito nel cuore dal servo di Dio, ed ecco che le cose vi saranno più chiare.

Diletti e fedeli nel Signore, badate a voi stessi, e badate anche finché dipende da voi, di badare anche che nessuno perisca, perché anche questa è la volontà di Dio. Non sempre riuscirà, le cose andranno come vuole Iddio, ma tutti siamo chiamati prima a desiderare una tal cosa, poi a mettere in pratica tutto il possibile per cercare di fare il possibile affinché nessuno perisca.
Purtroppo questi concetti non fanno parte del bagaglio degli spietati e privi di misericordia, e bisogna prenderne atto.

Badate che nessuno vi seduca con vani e manipolatori ragionamenti.

Giuseppe Piredda

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