Le opere della carne: ire
L’ira viene citate tra le opere della carne, secondo che è scritto:
“Or le opere della carne sono manifeste, e sono: fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, stregoneria, inimicizie, discordia, gelosia, ire, contese, divisioni, sètte, invidie, ubriachezze, gozzoviglie, e altre simili cose; circa le quali io vi prevengo, come anche v’ho già prevenuti, che quelli che fanno tali cose non erederanno il regno di Dio.” ( Galati 5:19-21).
Che cos’è l’ira? Essa è un
“sentimento per lo più improvviso e violento, che, provocato dal comportamento di persone o da fatti, circostanze, avvenimenti, tende a sfogarsi con parole concitate, talvolta con offese, con atti di rabbia e di risentimento, con una punizione eccessiva o con la vendetta, contro chi, volontariamente o involontariamente, lo ha provocato: ” (dizionario Treccani)
ed ancora
“Moto di reazione violenta, spesso rabbiosa, e per lo più non giustificabile sul piano umano e razionale; ad esempio avere uno scatto d’ira; lasciarsi trasportare dall’ira;” (dizionario online Oxford Languages)
Quindi l’ira è un sentimento improvviso e violento che può portare chi non la riesce a dominare a compiere atti di violenza fisica oppure verbale, causando così dei danni al prossimo e talvolta anche a sè stessi. Spesso è provocata dal comportamento di altre persone o da determinate circostanze che si vengono a creare.
I santi devono essere lenti all’ira, secondo che è scritto: “ma sia ogni uomo….lento all’ira;” (Giacomo 1:19), e devono dominare tale sentimento quando esso compare all’improvviso. Si devono guardare dall’avere un ira violenta che li porti poi a sbagliare sia a parole sia con i fatti. Devono, con l’aiuto dello Spirito Santo, avere autocontrollo e padroneggiare sè stessi e dominare certi sentimenti che sorgono nel cuore, come quello dell’ira, non lasciando che tali sentimenti li porti al peccato; difatti la scrittura ci esorta a vigilare per non peccare quando ci adiriamo, secondo che è scritto:
“Adiratevi e non peccate; il sole non tramonti sopra il vostro cruccio” (Ef 4:6).
Inoltre devono tener ben a mente questo: che
“l’ira dell’uomo non mette in opra la giustizia di Dio.” (Giacomo 1:20).
Queste cose le dobbiamo conoscere per sapere cosa fare quando capita, ad esempio, di adirarci contro le ingiustizie o contro qualche errore commesso da qualcuno nei nostri confronti affinchè non pecchiamo.
Coloro che fanno tali cose, cioè che vivono nelle ire e si lasciano continuamente vincere e trasportare dall’ira violenta facendo cose sconveniente e dannose al prossimo o a sè stessi, non erederanno il regno di Dio. Nessuno si illuda.
Haiaty Varotto