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L’orrore dei bambini strappati ai genitori ingiustamente

Purtroppo, dalle inchieste di Bibbiano, sono venute alla luce delle realtà agghiaccianti (che se non è solo a Bibbiano ma in tutta Italia e in tutto il mondo): bambini strappati ingiustamente ai genitori con accuse false e infondate,  il tutto perchè tali bambini generano una certa quantità di denaro al giorno oltre al fatto che tali bambini possono essere dati in mano a pedofili satanisti i quali possono abusare di loro fino alla loro morte (cose purtroppo che accade ogni giorno sulla faccia della terra). Insomma un giro di affari e una malvagità veramente grande dove coloro che subiscono le conseguenze sono bambini piccoli e intere famiglie, le quali sono rovinati a vita.

Queste cose ancora una volta manifestano quanto il cuore dell’uomo è insanabilmente maligno, come dicono le scritture secondo che è scritto: “il cuore è ingannevole più d’ogni altra cosa, e insanabilmente maligno” (Geremia 17:9) e che questo mondo giace sotto la potestà delle tenebre. L’amore tra le persone si sta raffreddando sempre più e si pensa sempre di più a sè stessi, ai soldi piuttosto che al prossimo.

Anche se queste cose dovessero rimanere impunite a causa della corruzione di coloro che dovrebbero fare giustizia, certamente la giustizia divina non mancherà, e YHWH, il solo vero Dio, non mancherà di dare corso alla Sua ira. L’Eterno è un Dio giusto che odia l’empietà e la malvagità, e i malvagi e gli ingiusti non rimarranno impuniti. Questa parola è certa, e perciò io mi consolo sapendo queste cose.

Di seguito vi metto una raccolta di immagini, articoli e testimonianze (con la possibilità che ci sia qualche mio commento) affinchè vi inorridiate e vi rendiate conto della gravità della situazione. Vi esorto a non stare zitti, ma riprovate pubblicamente queste cose e denunciate queste opere delle tenebre e queste ingiustizie.

Haiaty Varotto

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Abusi, lavaggi del cervello, stupri: l’inferno dei bimbi affidati in Emilia nelle intercettazioni

 

Continuare a tener banco la notizia dei 18 arresti dell’operazione ‘Angeli e Demoni’ di Reggio Emilia, in merito agli affidi illeciti di minori. Una brutta storia fatta di abusi, sevizie mentali, lavaggi del cervello fatti passare per sedute di psicoterapia; fino agli stupri avvenuti nelle case-famiglia. Atrocità che avranno effetti “gravissimi e permanenti” sulle piccole vittime, come sostiene lo psichiatra Alessandro Meluzzi. E nelle ultime ore l’indagine si è arricchita di nuovi inquietanti particolari.[….]Tu vorresti incontrarli”, le chiede a questo punto la psicoterapeuta. “Mi piacerebbe – la risposta della bambina – anche per rivederli, anche fisicamente. Ogni tanto mi capita di piangere perché mi mancano gli abbracci del papà“.”  fonte: https://www.fanpage.it/attualita/abusi-lavaggi-del-cervello-stupri-linferno-dei-bimbi-affidati-in-emilia-nelle-intercettazioni/

 

Gli assistenti sociali crollano: ecco le bugie per strappare i bimbi alle famiglie

“Nelle carte degli assistenti sociali si legge: “La casa appare spoglia e le operatrici non hanno visualizzato giocattoli”. Peccato che in quella casa nessuno ci fosse in realtà mai entrato. E così venivano redatti verbali pieni di menzogne e falsità, come hanno testimoniato le successive verifiche dei carabinieri. Infatti, “in un sopralluogo di pochi mesi successivi, i militari rilevavano nel domicilio una condizione positiva e assolutamente diversa da quella riscontrata e descritta nella relazione del servizio sociale”.” (tratto da: http://www.ilgiornale.it/news/cronache/angeli-e-demoni-io-non-sono-mai-stata-casa-dichiarazioni-1722075.html?fbclid=IwAR3OIveilibNYUhXtB7Ljnp8De-n7ctKoJ-ts5wTsiYehEs555pbEXB3Fp4)

 

Testimonianza di un ex giudice dei tribunali di minori che ha dovuto lasciare il lavoro

Ero giudice al Trib. minori di Bologna. Ma ho dovuto lasciare: un business oscenoIntervista realizzata da Panorama e pubblicata su panorama.it il 27 giugno 2019. Sembra un uomo pensoso e forse triste, Francesco Morcavallo. Se davvero lo è, il motivo è una sconfitta. Perché, malgrado una battaglia durata quasi quattro anni, non è riuscito a smuovere di un millimetro quello che ritiene un «meccanismo perverso» e insieme «il più osceno business italiano»: il troppo facile affidamento di decine di migliaia di bambini e bambine all’implacabile macchina della giustizia.Dal settembre 2009 al maggio 2013 giudice presso il Tribunale dei minorenni di Bologna, Morcavallo ne ha visti tanti, di quei drammatici percorsi che iniziano con la sottrazione alle famiglie e finiscono con quello che lui definisce l’«internamento» (spesso per anni) negli istituti e nelle comunità governati dai servizi sociali. Da magistrato, Morcavallo ha combattuto una guerra anche culturale contro quello che vedeva intorno a sé. Ha tentato di correggere comportamenti scorretti, ha cercato di contrastare incredibili conflitti d’interesse. Ha anche denunciato abusi e qualche illecito. È stato a sua volta colpito da esposti, e ne è uscito illeso, ma poi non ce l’ha fatta e ha cambiato strada: a 34 anni ha lasciato la toga e da pochi mesi fa l’avvocato a Roma, nello studio paterno. Si occupa di società e successioni. E anche di diritto della famiglia, la sua passione.Dottor Morcavallo, quanti sono in un anno gli allontanamenti decisi da un tribunale dei minori «medio», come quello di Bologna? Sono decine, centinaia?
Sono migliaia. Ma la verità è che nessuno sa davvero quanti siano, in nessuna parte d’Italia. Lo studio più recente, forse anche l’unico in materia, è del 2010: il ministero del Lavoro e delle politiche sociali calcolava che al 31 dicembre di quell’anno i bambini e i ragazzi portati via dalle famiglie fossero in totale 39.698. Solo in Emilia erano 3.599. Ma la statistica ministeriale è molto inferiore al vero; io credo che un numero realistico superi i 50 mila casi. E che prevalga l’abbandono.
L’abbandono?
Quando arrivai a Bologna, nel 2009, c’erano circa 25 mila procedimenti aperti, moltissimi da tanti, troppi anni. Trovai un fascicolo che risaliva addirittura al 1979: paradossalmente si riferiva a un mio coetaneo, evidentemente affidato ancora in fasce ai servizi sociali e poi «seguito» fino alla maggiore età, senza interruzione. Il fascicolo era ancora lì, nessuno l’aveva mai chiuso.
E che cos’altro trovò, al Tribunale di Bologna?
Noi giudici togati eravamo in sette, compreso il presidente Maurizio Millo. Poi c’erano 28-30 giudici onorari: psicologi, medici, sociologi, assistenti sociali.Come si svolgeva il lavoro?
I collegi giudicanti, come previsto dalla legge, avrebbero dovuto essere formati da due togati e da due onorari: scelti in modo automatico, con logiche neutrali, prestabilite. Invece regnava un’apparente confusione. Il risultato era che i collegi si componevano «a geometria variabile». Con un solo obiettivo.
Cioè?
In aula si riuniva una decina di giudici, che trattavano i vari casi; di volta in volta i quattro «decisori» che avrebbero poi dovuto firmare l’ordinanza venivano scelti per cooptazione, esclusivamente sulla base delle opinioni manifestate. Insomma, tutto era organizzato in modo da fare prevalere l’impostazione dei servizi sociali, sempre e inevitabilmente favorevoli all’allontanamento del minore.
E lei che cosa fece?
Iniziai da subito a scontrarmi con molti colleghi e soprattutto con il presidente Millo. Le nostre impostazioni erano troppo diverse: io sono sempre stato convinto che l’interesse del minore debba prevalere, e che il suo restare in famiglia, là dov’è possibile, coincida con questo interesse. È la linea «meno invasiva», la stessa seguita dalla Corte costituzionale e dalla Corte europea dei diritti dell’uomo.
Gli altri giudici avevano idee diverse dalle sue?
Sì. Erano per l’allontanamento, quasi sempre. Soltanto un collega anziano la vedeva come me: Guido Stanzani. Era magistrato dal 1970, un uomo onesto
e serio. E anche qualche giudice onorario condivideva il nostro impegno: in particolare lo psicologo Mauro Imparato.
Che cosa accadeva? Come si aprivano i procedimenti?
Nella stragrande maggioranza dei casi si trattava di allontanamenti dalle famiglie per motivi economici o perché i genitori venivano ritenuti «inadeguati».
Che cosa vuol dire «inadeguato»?
Basta che arrivi una segnalazione dei servizi sociali; basta che uno psicologo stabilisca che i genitori siano «troppo concentrati su se stessi». In molti casi, è evidente, si tratta di vicende strumentali, che partono da separazioni conflittuali. Il problema è che tutti gli atti del tribunale sono inappellabili.
Perché?
Perché si tratta di provvedimenti formalmente «provvisori». L’allontanamento dalla famiglia, per esempio, è per sua natura un atto provvisorio. Così, anche se dura anni, per legge non può essere oggetto di una richiesta d’appello. Insomma non ci si può opporre; nemmeno il migliore avvocato può farci nulla.
Tra le cause di allontanamento, però, ci sono anche le denunce di abusi sessuali in famiglia. In quei casi non è bene usare ogni possibile cautela?
Dove si trattava di presunte violenze, una quota comunque inferiore al 5 per cento, io a Bologna ho visto che molti casi si aprivano irritualmente a causa di lettere anonime. Era il classico vicino che scriveva: attenzione, in quella casa molestano i figli. Non c’era nessuna prova. Ma i servizi sociali segnalavano e il tribunale allontanava. Un arbitrio e un abuso grave, perché una denuncia anonima dovrebbe essere cestinata. Invece bastava a giustificare l’affido. Del resto, se si pensa che molti giudici onorari erano e sono in conflitto d’interesse, c’è di che capirne il perché.
Che cosa intende dire?
Chi sono i giudici onorari? Sono psicologi, sociologi, medici, assistenti sociali. Che spesso hanno fondato istituti. E a volte addirittura le stesse case d’affido che prendono in carico i bambini sottratti alle famiglie, e proprio per un’ordinanza cui hanno partecipato.
Possibile?
A Bologna mi trovai in udienza un giudice onorario che era lì, contemporaneamente, anche come «tutore» del minore sul cui affidamento dovevamo giudicare.
Ma sono retribuiti, i giudici onorari?
Sì. Un tanto per un’udienza, un tanto per ogni atto. Insisto: certi fanno 20-30 udienze a settimana e incassano le parcelle del tribunale, ma intanto lavorano anche per gli istituti, le cooperative che accolgono i minori. È un business osceno e ricco, perché quasi sempre bambini e ragazzi vengono affidati ai centri per mesi, spesso per anni. E le rette a volte sono elevate: ci sono comuni e aziende sanitarie locali che pagano da 200 a oltre 400 euro al giorno. Diciamo che il business è alimentato da chi ha tutto l’interesse che cresca.
È una denuncia grave. Il fenomeno è così diffuso? Possibile che siano tutti interessati, i giudici onorari? Che tutti i centri d’affido guardino solo al business?
Ma no, certo. Anche in questo settore c’è il cattivo e c’è il buono, anzi l’ottimo. Ovviamente c’è chi lavora in modo disinteressato. Però il fenomeno si alimenta allo stesso modo per tutti. I tribunali dei minori non scelgono dove collocare i minori sottratti alle famiglie, ma guarda caso quella scelta spetta ai servizi sociali. Comunque la crescita esponenziale degli affidi e delle rette è uguale per i buoni come per i cattivi. E c’è chi ci guadagna.
Per lei sono più numerosi gli istituti buoni o i cattivi?
Non lo so. A mio modo di vedere, buoni sono quelli che favoriscono il contatto tra bambini e famiglie. Ce ne sono alcuni. Io ne conosco 2 o 3.Ma, scusi: i giudici onorari chi li nomina?
Il diretto interessato presenta la domanda, il tribunale dei minori l’approva, il Consiglio superiore della magistratura ratifica.E nessuno segnala i conflitti d’interessi? Nessuno li blocca?
Dovrebbero farlo, per legge, i presidenti dei tribunali dei minori. Potrebbe farlo il Csm. Invece non accade mai nulla. L’associazione Finalmente liberi, cui ho aderito, è tra le poche che hanno deciso d’indagare e lo sta facendo su vasta scala. Sono stati individuati finora un centinaio di giudici onorari in evidente conflitto d’interessi. Li denunceremo. Vedremo se qualcuno ci seguirà.
Quanto può valere quello che lei chiama «business osceno»?
Difficile dirlo, nessuno controlla. In Italia non esiste nemmeno un registro degli affidati, come accade in quasi tutti i paesi occidentali.
Ipotizzi lei una stima.
Sono almeno 50 mila i minori affidati: credo costino 1,5 miliardi l’anno. Forse di più.” tratto da: https://gloria.tv/article/7GTq2onfdxmq4fkVNHbTaMRUs?fbclid=IwAR2zNxlIVSPClmwN3O0G-9G93HvijxFQpKYt2aLkjH7D-MJ8X6682NTg1t4

 

In questo video vedrete come agiscono. Entrano e prendono la bambina usando la frode e l’inganno!

 

 

Strappano i bambini perchè la famiglia è povera

Ancora altre ingiustizie per amore del dio denaro! Ma arriverà il giorno in cui queste cose verranno punite con il giusto ardore dell’ira di YHWH!

Razza di malvagi! Come pensate di scampare alla giustizia divina che vi vede? A che serve causare cosi tanto dolore per un pò di soldi che PASSERANNO?

Tra l’altro nell’articolo c’è scritto:

“il Comune, invece di erogare un contributo per l’affitto, preferisce spendere 100 euro al giorno a bambino, 18mila euro al mese, per tenere questi minori in istituto, lontani dai loro genitori che adorano”.(https://www.panorama.it/news/cronaca/genitori-poveri-anzio-minori-sottratti/?fbclid=IwAR3OPlzzh1SxaXZw-bL9NoHLTZKFFzOrEHrTiwxC9FHZO-gOKewmZ2SqaBs)

Ma io mi chiedo: il comune non può dare una frazione di questi 18 mila euro al mese ai genitori affinchè possano avere una vita dignitosa, anzichè strapparli dai genitori e pagare a questi della casa famiglia?Chissà quante persone empie e perverse ci mangiano e fanno altro con quei soldi.

Finto affido per intascare soldi e promesse di affidi permanenti

Non solo bimbi manipolati per sottrarli alle loro famiglie e affidarli alle cure di centri lautamente retribuiti, nel caso Bibbiano spuntano ora anche finti affidi presenti solo sulla carta e addirittura  promesse di rendere quelli attivi senza termine.

Fonte:https://www.fanpage.it/attualita/caso-bibbiano-spunta-finto-affido-per-intascare-soldi-e-promesse-di-affidi-permanenti/

 

 

Alcune testimonianze 

 

io e le mie 4 sorelle siamo state strappate ai nostri genitori

Salve mi presento sono Marika io e le mie 4 sorelle siamo state strappate ai nostri genitori che avevano chiesto aiuto per trovare un posto nelle ore che lavoravano ,le assistenti sociali gli hanno detto 3 le mettiamo in collegio e le altre 2 da una balia la sera le potete portare a casa le 2 più piccole le altre 3 potete andare a trovarle in collegio e 2 volte all’anno portarle a casa ,i miei genitori hanno scelto un collegio vicino ai miei zii e nonna mentre per le altre 2 piccine non è stato come avevano detto ,le hanno date in affidamento temporaneo a una famiglia ,loro potevano vederle il sabato e la domenica ,non erano d’accordo i miei genitori le volevano a casa ma il giudice minorile a aveva deciso così,siamo state in collegio insieme per 12 anni avendo sempre contatti con mamma e papà ,invece le altre 2 le hanno portate via in altra famiglia e poi adottate speciali ,mia mamma è impazzita dal dolore ,mio padre se né andato di casa diventando un closhard non voleva più niente oramai gli avevano tolto le sue ragioni di vita ,l’inganno più schifoso per portarci via è stato fatto dal giudice che con la scusa di fargli firmare il permesso per mandarci in colonia all’estate ,gli fecero firmare la rinuncia ai figli,purtroppo papà non sapeva leggere e ha firmato senza sapete cosa stava firmando ,lo ha capito quando hanno portato via le mie sorelline più piccole e da quel giorno non se l’e perdonato,ma non è finita qui per noi 3 ,la più grande fortunatamente la prese mia nonna ,io e mia sorella siamo state di nuovo strappate via dove noi stavamo bene per portarci in una famiglia con 8 figli maschi in affidamento ,li ci trattavano da cameriere al punto che sono scappata da mia madre ,mi hanno ripreso e portato in altra famiglia ,li stavo bene ma mi mancava la mia mamma i miei zii papà e sorelle ,quando mi dissero che volevano adottarmi ma dovevo dimenticare la mia famiglia dissi no voglio andare via di qui e mi rimisero in altro collegio dove finito gli studi a andai

Maria Marika Cortesi (Fonte:https://www.facebook.com/groups/io.sto.con.i.tre.bambini.strappati/permalink/442172253040955/)

 

Un’altra protesta per un decreto di togliere suo figlio

 

Un altra testimonianza di un padre a cui hanno sottratto il figlio:

 

 

Altre due mamme a cui sono stati strappati i bambini. Guardate attentamente come vengono rovinate e quanto dispiacere causano queste cose.

 

1 Comment

  1. Sono una signora del Venezuela e dico soltanto che il mio bambino mi è stato strappato da più di 18 anni Tribunale dei minori a Roma il motivo che non avevo un lavoro regolare con busta paga.
    Da allora mio figlio non ho potuto mai più vederlo. Le modalità sono le stesse affidato alla nonna incontri protetti due volte alla settimana poi mai più visto. Questo orrore io lo ho vissuto nel COMUNE DI GUIDONIA MONTECELIO. Rm. Spero soltanto che qualcuno mi ascolti. La mia vita non e più una vita da allora.

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