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Ricorda loro che….

“Ricorda loro che stiano soggetti ai magistrati e alle autorità, che siano ubbidienti, pronti a fare ogni opera buona, che non dicano male d’alcuno, che non siano contenziosi, che siano benigni, mostrando ogni mansuetudine verso tutti gli uomini.” (Tito 3:1)

Da queste parole dell’apostolo Paolo rivolte a Tito, ispirate da Dio, comprendiamo che è nella volontà di Dio che i credenti siano:

  • Soggetti ai magistrati e alle autorità. I credenti devono essere sottomessi a tutti coloro che sono in autorità facendo ciò che stabiliscono fino a  quando le regole e le leggi stabilite non siano contrarie alla volontà di Dio. In tal caso noi dobbiamo disubbidire perchè dobbiamo prima di tutto ubbidire a Dio anziché agli uomini. Quindi se un magistrato (o un qualcuno in autorità) ci ordina, ad esempio, di mentire, o di non salutarci con un santo bacio quando ci incontriamo, allora in questi casi vanno disubbidite. In tutti gli altri casi in cui la legge di Dio non viene violata, noi dobbiamo essere loro sottomessi e riconoscere anche la loro fatica e il loro sforzo, se fatti per il bene altrui.
  • Ubbidienti. I santi devono essere ubbidienti alle legge divine e non devono essere dei ribelli. I ribelli non piacciono a Dio e andranno di male in peggio. La benedizione di Dio non può stare con i ribelli  i quali si gettano dietro le spalle i comandamenti di Dio e fanno quel che passa per la loro testa. Inoltre devono essere ubbidienti alle autorità, i figli ai propri genitori, quelli che vengono ammaestrati ed esortati ai propri conduttori e le mogli ai propri mariti (anche qui il discorso dell’ubbidienza vale fino a quando non viene ordinato o detto di fare il male e di violare la legge di Dio, in quel caso vanno disubbiditi )
  • Pronti a fare ogni opera buona. Noi dobbiamo essere sempre pronti per fare il bene sia verso la chiesa che verso i pagani. Essere pronti significa essere preparati e reattivi, non colti di sorpresa ed inerti. Quando Dio crea una situazione dove è necessario compiere un’opera buona noi dobbiamo essere pronti ad agire e non colti alla sprovvista.
  • Non dicano male d’alcuno. I credenti non devono assolutamente parlare male del proprio fratello e della propria sorella e nemmeno del prossimo. Non lo devono fare in nessuna occasione, quantomeno alle loro spalle. E’ veramente odioso quando qualcuno “sparla” dell’altro e purtroppo questa è una pratica molto frequente nel mondo. Per parlare male si intende fare maldicenza o calunniare; oppure raccontare delle cose per mettere la persona in cattiva luce senza che ci siano delle prove o delle motivazioni reali. Discorso diverso è quando si racconta un fatto relativo a qualcuno parlando di quanto è successo e  si giudica con giusto giudizio; allora in quel caso non è parlare male. Un esempio: se io parlo di un fratello che ha commesso un peccato e lo racconto e dico che ha peccato, quello non è parlare male (per esempio quelli di casa Cloe che raccontarono a Paolo di certi peccati a Corinzi). Se io parlo di una persona mettendo in guardia i fratelli perchè ha agito male, non è parlare male (Paolo lo fece parlando di Alessandro il Ramaio). Se io invece mi metto a insinuare delle cose riguardo ad un fratello o di una sorella senza averne o portarne delle prove, allora quello è parlare male e fare maldicenza. Anche se mi metto a parlare dei difetti caratteriali o fisici per metterlo in cattiva luce allora anche quello è parlare male.
  • Che non siano contenziosi. I credenti non devono contendere con nessuno. La contesa è un opera della carne e va pertanto rigettata. La contesa avviene quando si prolunga un discorso più del dovuto cercando in ogni modo di prevalere. I credenti devono difendere la Parola di Dio riprendendo gli scandali e confutando le eresie ma una volta confutate non devono continuare in discorsi infiniti i quali si trasformano in contesa
  • Che siano benigni. I credenti devono essere benigni. Devono amare il bene e fare del bene alla chiesa e al proprio prossimo. Quando se ne ha l’occasione bisogna sempre fare il bene, e mai fare il male nei confronti di nessuno. Il male è qualcosa che i credenti, che sono luce nel Signore, devono odiare con tutte le proprie forze.
  • Mostrando ogni mansuetudine verso tutti gli uomini. I credenti devono essere mansueti, cioè facilmente ammaestrabili nel bene e nelle cose giuste. Pronti all’ascolto, lenti nel parlare e capaci di essere ammaestrati nel bene.

Dunque studiamoci sempre di mettere in pratica anche queste cose, e nel caso in cui qualcuno si venuto meno in una di queste, chieda perdono a Dio e inizi/ricominci a vegliare in esse. Tutti noi manchiamo in molte cose ma abbiamo un Dio giusto e fedele che perdona le nostre mancanze se noi Gliele confessiamo e abbiamo un sommo sacerdote che intercede per noi presso il Padre, Cristo Gesù. L’importante è non ostinarsi, non ribellarsi e non essere indifferenti a queste cose ma studiare con cura e diligenza di metterle in pratica. Certamente queste cose sono gradite all’Eterno, il quale certamente benedirà tutti coloro che Lo temono e si studiano di fare le cose che Egli ha ordinato.

Haiaty Varotto

 

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