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Se il tuo fratello pecca, riprendilo

“Badate a voi stessi! Se il tuo fratello pecca, riprendilo; e se si pente, perdonagli.” (Lc 17:3)

Se tu vedi un tuo fratello essere nel peccato (o ritieni che lo sia per una tua convinzione personale), glielo devi far sapere a lui personalmente, appena vieni a saperlo, e devi riprenderlo per il suo bene; non devi aspettare mesi o anni prima di farlo ma devi farlo subito. Possiamo anche prendere come esempio questo passaggio (da applicare quando un fratello pecca contro di te):

“«Ora, se il tuo fratello ha peccato contro di te, va’ e riprendilo fra te e lui solo; se ti ascolta, tu hai guadagnato il tuo fratello; ma se non ti ascolta, prendi con te ancora uno o due persone, affinché ogni parola sia confermata per la bocca di due o tre testimoni. Se poi rifiuta di ascoltarli, dillo alla chiesa; e se rifiuta anche di ascoltare la chiesa, sia per te come il pagano e il pubblicano.” (Mt 18:15-17)

In questo caso, il peccato del fratello/sorella è nei tuoi confronti; e come devi agire? Devi prima riprenderlo fra te e lui solo. Se ti ascolta, gloria a Dio, hai guadagnato tuo fratello. Se non ti ascolta, devi chiamare con te altre persone e lo devi riprendere. Se anche li rifiuta di ascoltare allora lo devi dire alla chiesa. Sì, bisogna dirlo poi alla chiesa e solo dopo che rifiuta di ascoltare anche la chiesa allora bisogna allontanarlo.

Questo è il modo corretto di agire nel cospetto di Dio; non si deve cacciare subito il fratello appena sbaglia o appena commette un peccato; bisogna innanzitutto valutare l’entità e la gravità del peccato di cui si sta parlando; poi si deve procedere a dirglielo PRIMA A LUI/LEI; non si deve parlare alle spalle con altri; glielo devi far sapere e riprenderlo, perché se sta sbagliando ed è sincero potrà riflettere su quello che gli hai detto nella tua riprensione e può essere che si ravvederà abbandonando il suo peccato. Oltre a dirglielo, devi pregare per lui secondo che è scritto:

“Se uno vede il suo fratello commettere un peccato che non mena a morte, pregherà, e Dio gli darà la vita: a quelli, cioè, che commettono peccato che non meni a morte….” (1 Gv 5:16)

Non va bene che vedi tuo fratello peccare e te ne stai zitto, facendo finta di nulla, e poi magari, dopo mesi o anni, tiri fuori la cosa per andargli contro; non è un comportamento Cristiano questo. Se tu ami, allora cerchi l’interesse di tuo fratello/sorella, non il tuo; e il suo interesse è quello di essere avvertito per il bene della sua anima (ovviamente deve trattarsi di peccati certi e non di convinzioni personali). Ancora più grave è mettere in guardia gli altri da lui/lei mentre lui/lei non sa nulla e vive fiducioso con te. Questo è un agire alle spalle ed è un comportamento malvagio, meschino e riprovevole che fa vomitare persino gli atei.

Purtroppo questo è un comportamento che si trova abbondantemente anche in mezzo al popolo di Dio ed in mezzo a persone che appaiono giusti nel cospetto degli uomini; e questa è una triste constatazione. Tali comportamenti fanno danni e scandalizzano le anime; lasciano il segno nelle anime del prossimo i quali certamente grideranno nel cospetto di Dio; e sicuramente non rimarranno impuniti. Non importa chi li compia.

Dunque, per ricapitolare, se vedi tuo fratello/sorella peccare (dev’essere un peccato e non una tua convinzione personale quindi accertati bene e bada bene a non fare storie inutili), devi:

  • Pregare per lei/lui affinché Dio gli dia vita
  • Farglielo sapere dicendogli apertamente in faccia, direttamente, riprendendolo nel momento in cui lo vieni a sapere, ed esortandolo ad abbandonare tale peccato/condotta
  • Se si ravvede sinceramente, perdona e accoglilo (a volte ci vuole anche del tempo per verificare i frutti degni di ravvedimento)
  • Se non si ravvede, chiama altri testimoni e riprendilo
  • Se ancora non si ravvede dillo alla chiesa e la chiesa lo deve riprendere
  • Se ancora non si ravvede allora va allontanalo

Ovviamente questo discorso è valido solo nel caso si tratti di peccati accertati e non nel caso di eresie; nel caso di eresie bisogna subito guardarsi e ritirarsi da chi fomenta le dissensioni e gli scandali contro gli insegnamenti degli apostoli secondo che è scritto: “Or io v’esorto, fratelli, tenete d’occhio quelli che fomentano le dissensioni e gli scandali contro l’insegnamento che avete ricevuto, e ritiratevi da loro.” (Rm 16:17).

Ricordatevi di essere pietosi e misericordiosi, e di fare agli altri quello che vorreste fosse fatto a voi. Non siate spietati e arroganti (purtroppo in tanti sono cosi e non sono affatto da imitare). Come volete che fosse fatto a te se tu fossi al suo posto? Come vorresti essere trattato?

“Meglio riprensione aperta, che amore occulto. Fedeli son le ferite di chi ama; frequenti i baci di chi odia. (Prov. 27:5-6)

Haiaty Varotto

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