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Sei disposto a perdere tutto per la tua fede in Cristo?

“Così dunque ognun di voi che non rinunzi a tutto quello che ha, non può esser mio discepolo.” (Lc 14:33).

Ami tuo padre o tua madre o tuo figlio/a o tua moglie più del Signore? Ami il tuo lavoro o i tuoi beni più del Signore? Ami la tua vita più del Signore? Se la risposta ad alcune di queste è si, allora non puoi essere discepolo di Cristo. Devi ravvederti e cominciare ad amare il Signore più di tutto. Ora, come si fa a riconoscere se ami queste cose più del Signore? basta sapere se sei pronto/disposto a perderle, anche da un momento all’altro.

Sei disposto a perdere tutto per la tua fede in Cristo? o sei ancora attaccato a qualcosa su questa terra? Se oggi ti venisse tolta la tua famiglia o i tuoi beni o il tuo lavoro, come reagiresti? Continueresti fermo nella fede amando e servendo il Signore o non sapresti più cosa fare nella vita?

Il discepolo di Cristo sa che la sua vita è nascosta con Lui, in Dio. Non ha paura di perderla perchè sa dove sta andando. Non ha paura di perdere i propri famigliari o i propri beni o niente altro perchè usa le cose di questo mondo “come se non fossero” (cfr 1 Co 1:29-30)

“Or molte turbe andavano con lui; ed egli, rivoltosi, disse loro: Se uno viene a me e non odia suo padre, e sua madre, e la moglie, e i fratelli, e le sorelle, e finanche la sua propria vita, non può esser mio discepolo. E chi non porta la sua croce e non vien dietro a me, non può esser mio discepolo. Infatti chi è fra voi colui che, volendo edificare una torre, non si metta prima a sedere e calcoli la spesa per vedere se ha da poterla finire? Che talora, quando ne abbia posto il fondamento e non la possa finire, tutti quelli che la vedranno prendano a beffarsi di lui, dicendo: Quest’uomo ha cominciato a edificare e non ha potuto finire. Ovvero, qual è il re che, partendo per muover guerra ad un altro re, non si metta prima a sedere ed esamini se possa con diecimila uomini affrontare colui che gli vien contro con ventimila? Se no, mentre quello è ancora lontano, gli manda un’ambasciata e chiede di trattar la pace. Così dunque ognun di voi che non rinunzi a tutto quello che ha, non può esser mio discepolo. Il sale, certo, è buono; ma se anche il sale diventa insipido, con che gli si darà sapore? Non serve né per terra, né per concime; lo si butta via. Chi ha orecchi da udire, oda.” (Lc 19:25-35)

Haiaty Varotto

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