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Un malvagio di cuore non può dire cose buone

Gesù rivolse queste parole di ammonimento ai giudei che non sopportavano e non vedevano di buon occhio le Sue parole e quello che faceva:

«Razza di vipere, come potete dir cose buone, essendo malvagi? Poiché dall’abbondanza del cuore la bocca parla» (Matteo 12:34)

Avete letto come GESÙ chiamava quelli che contrastavano la verità che Lui annunziava e addirittura lo volevano morto? Considerate che non è che si può dire che Gesù accusando i giudei di essere delle vipere li stava calunniando.

Ciò fa capire che, se uno viene accusato di qualcosa, non può difendersi solamente dicendo che non si può giudicare, che non si possono accusare i fratelli, perché non è così che si deve fare, ma bisogna dimostrare con prove certe e validi ragionamenti che l’accusa è falsa. Solo se l’accusa è falsa si può dire che tale accusa è una calunnia; invece, se l’accusa è vera non ci si può difendere gridando che è una calunnia, perché non lo è, ma è una accusa giusta, verace.

È vero che il diavolo è il calunniatore, ma egli accusa falsamente i figlioli di Dio, non dicendo la verità, perché è bugiardo, padre della menzogna.

Quindi, fratelli e sorelle nel Signore, quando qualcuno parla di calunnia, voi concentratevi sulla falsità dell’accusa, e se venite a sapere che l’accusa è falsa, allora sì che si può definire calunnia quell’accusa falsa; ma se l’accusa è vera, allora è l’accusato che ha sbagliato e cerca di silenziare chi mette in evidenza il suo peccato e cerca di mettere in guardia i fratelli per il loro bene. Per usare un paragone, non è che è colpevole chi grida che c’è un incendio nella casa e di stare attenti, ma è colpevole colui che l’incendio l’ha provocato. Cari nel Signore, non fatevi mettere nel sacco dai cianciatori e seduttori di menti.

Inoltre, quel passo evidenzia anche il fatto che un cuore malvagio non può dire cose buone e giuste; quindi, fratelli nel Signore, esaminando le parole che uno dice, dal punto di vista della verità della Bibbia, si può determinare con certezza se il suo cuore è buono o malvagio. Badate dunque come ascoltate (cfr Luca 8:18), in modo da saper riconoscere il cuore di quella persona. Gesù ha detto: che “non si può essere malvagi di cuore e dire cose buone”, quindi un cuore malvagio non può insegnare la sana dottrina. Quindi, tenuto conto delle parole di Gesù, che siamo chiamati a credere, vale il fatto che se uno insegna eresie, se manifesta un odio violento, se parla a sproposito e in maniera stolta, risulta chiaro che egli ha un cuore malvagio, non ha di certo un cuore buono.

Cari nel Signore, ancora vi esorto a prestare bene attenzione dunque agli insegnamenti e alle parole che vengono dette, perché esse provengono dal cuore, sono un frutto che viene direttamente dal cuore, quindi voi sarete in grado di giudicare chi è la persona che parla dalle sue stesse parole. Un albero buono non può fare frutti cattivi, e un albero cattivo non può fare frutti buoni, a cominciare dal modo di parlare e dal contenuto che si dice (cfr Matteo 7:18).

Per farvi capire meglio vi faccio un esempio concreto, vi racconto un fatto che mi è successo: “uno che non crede nella sana dottrina che insegno, mi ha scritto minacciandomi che se mi incontrava mi avrebbe dato fuoco.” Cari nel Signore, secondo voi uno che parla in quel modo violento e pieno di odio, non avrà con certezza anche il suo cuore malvagio? Quindi, vedete, come dalle parole che uno pronuncia si può capire che cuore egli abbia? Mi sembra così chiaro!

Diletti e fedeli nel Signore, ve lo ripeto ancora, state attenti, badate bene a come ascoltate e giudicate con giusto giudizio sulle cose che si dicono e che si fanno, non basandovi sull’apparenza, e sappiate anche che fare ciò piace al Signore Gesù Cristo, Egli vuole che voi siate in grado di valutare bene le parole dette per essere in grado di esprimere un giusto giudizio su di esse, che sia corretto dal punto di vista biblico (cfr Giovanni 7:24).

Nessuno vi seduca con vani ragionamenti.

Giuseppe Piredda

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