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Un’esortazione a chi è ricco in questo mondo

L’apostolo Paolo ha istruito il giovane Timoteo su cosa doveva fare e come condurre la comunità di Efeso. Tra le istruzioni che gli ha dato, ci sono anche queste cose che vi riporto di seguito, che avrebbe dovuto ordinare a quelli della Chiesa che erano ricchi:

«A quelli che son ricchi in questo mondo ordina che non siano d’animo altero, che non ripongano la loro speranza nell’incertezza delle ricchezze, ma in Dio, il quale ci somministra copiosamente ogni cosa perché ne godiamo; che facciano del bene, che siano ricchi in buone opere, pronti a dare, a far parte dei loro averi, in modo da farsi un tesoro ben fondato per l’avvenire, a fin di conseguire la vera vita.» (1Tim. 6:17-19)

Le istruzioni per condurre la comunità di Efeso date da Paolo a Timoteo sono valide per tutte le Chiese, di tutte le epoche e di tutte le nazioni, lingue e popoli. Quindi, ancora oggi e anche per noi tutti.

Il Signore è potente da salvare sia quelli che sono poveri, sia quelli che sono ricchi, anche se i ricchi nella Chiesa sono molti di meno, ma comunque ci sono.

Con quelle parole Paolo ha dato l’autorità a Timoteo di dare certi ordini a quelli che sono ricchi.

Quindi, ancora oggi, nelle Chiese locali devono essere ricordate queste cose, devono essere predicate e qualora sia necessario ordinate, perché sono cose che rientrano nella volontà di Dio e bisogna che siano praticate obbligatoriamente.

Ecco le cose che ordina Paolo, e comincia dalle cose che riguardano il cuore ed i sentimenti dei ricchi:

– non devono essere alteri, cioè non ostentino presunzione di sé, che non siano superbi, che non si credano superiori agli altri; la loro profonda convinzione di essere superiori agli altri (reale o presunta che sia) si manifesta con comportamenti di vita che li portano a vivere distaccati dai poveri e provano anche disprezzo verso di loro. Iddio tali persone che credono di essere superiori e si innalzano, finisce per abbassarli ed umiliarli. Quindi, prima vengono avvisati dalla Parola e dai servi del Signore, per ricordare loro che devono rimanere umili, poi se non ascoltano, verrà il tempo che agirà Lui contro di loro, e nessuno potrà liberarli.

– non devono riporre la loro speranza nelle ricchezze possedute, ma la loro speranza deve essere riposta solo in Dio. Un povero che ha bisogno di qualsiasi cosa, supplica Iddio in preghiera affinché gli venga concessa, donata, mentre il ricco che ha bisogno di qualcosa va e se la procura e basta, e gli manca quindi quella parte di speranza verso Dio manifestata con le supplicazioni.
 
– i ricchi, appunto, perché sono ricchi ed abbondano di beni, perché Dio così ha voluto, li mette con ciò alla prova, e devono sapere che devono far parte dei loro averi a coloro che sono poveri.

Badate però, considerate anche questo: che senso può avere che un ricco faccia parte dei suoi beni ad un altro che è nell’abbondanza ed accumula pure lui ricchezze e denaro? È corretto che un ricco ingrassi un altro ricco?Ma dai, fratelli nel Signore, non intendete forse proprio più nulla? È veramente così chiuso il vostro cuore ed il vostro intelletto da non intendere queste cose e che vi facciate abbindolare da quattro chiacchiere di un sedicente ministro di Cristo? Forza, che ci arriverete a capire, per la grazia di Dio. Sono fiducioso in Dio che a suo tempo aprirà la mente ed il cuore anche ad altri, come ha già fatto con me.

– il tesoro che bisogna farsi è quello nei cieli, facendo buone opere, tra le quali, aiutando i poveri di questo mondo, principalmente i santi della Chiesa che sono vicini, affinché tutti abbiano il necessario per vivere. Un tale tesoro non potrà essere rubato e non farà neppure la ruggine (cfr. Giac. 5:1-3). I credenti, per giungere ad ottenere la vita eterna, devono abbondare nelle buone opere, le quali sono manifestazione di fede. Non ci sono opere? La fede è morta! La cosa è semplice (cfr. Giac. 2:14-26).

Pertanto, cari nel Signore, considerate queste cose che vi espongo per ricordarvi alcune cose che Paolo ha ordinato di fare, e praticatele, e predicatele, e ammonite coloro che si induriscono nel cuore e rimangono attaccati ai loro beni materiali mostrando di amare il denaro e di essere avari.

Guardatevi da quelli che si sono incamminati per la via di Balaam. Badate dunque a tutto ciò che è scritto nella Parola di Dio, e badate anche che nessuno vi seduca con vani e manipolatori ragionamenti.

L’amor mio è con tutti voi in Cristo Gesù.

Giuseppe Piredda

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