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Io vi do un nuovo comandamento: che vi amiate gli uni gli altri

Ieri abbiamo avuto una giornata veramente bella, edificante e benedetta dal Signore avendo avuto comunione fraterna in Cristo Gesù con diversi fratelli di pari consentimento nella sana dottrina, tra cui anche con il fratello Giacinto Butindaro. Un servo del Signore umile che ha dato la sua vita per amore al Signore, per il vangelo, per il bene e il perfezionamento dei santi, senza mai chiedere un centesimo. Una colonna e un esempio di santificazione che purtroppo viene calunniato e diffamato pubblicamente ma principalmente nel privato, nelle conversazioni e nelle chat private. Dio certamente renderà la giusta retribuzione a tutti i calunniatori e i diffamatori dei veri servi del Signore che fanno maldicenza e spandono calunnia nel privato.

Comunque la giornata di ieri mi ha fatto molto riflettere su quanto è bello e su quanto è importante l’amore fraterno in Cristo Gesù, senza ipocrisia. Gesù ha dato questo comandamento ai Suoi discepoli:

“Io vi do un nuovo comandamento: che vi amiate gli uni gli altri. Com’io v’ho amati, anche voi amatevi gli uni gli altri.” (Gv 3:34)

Fratelli e sorelle nel Signore ci dobbiamo studiare con ogni diligenza di osservare questo reale comandamento. Ricordatevi che la carità è “è paziente, è benigna; la carità non invidia; la carità non si vanta, non si gonfia, non si comporta in modo sconveniente, non cerca il proprio interesse, non s’inasprisce, non sospetta il male, non gode dell’ingiustizia, ma gioisce con la verità; soffre ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa.” (1 Co 13:4-7). Non smettete di amare i vostri fratelli e le vostre sorelle in Cristo Gesù, che sono eletti, santi ed amati, e che sono figliuoli del tuo stesso Padre celeste. Sforzatevi di farlo sempre e se vi trovate mancanti, confessatelo a Dio e chiedete la Sua grazia e il Suo aiuto per poterlo fare. Lasciate perdere le offese subite, risolvete ogni cosa senza portarla avanti per le lunghe, passateci sopra patendo qualche torto. Lasciate perdere i vani ragionamenti del vostro orgoglio che vi impediscono di godere della comunione con i santi o che vi impediscono di stare in comunione fraterna. Vi fanno solo del male.

Gli apostoli desideravano stare in comunione con i santi di Dio, anzi lo bramavano (cfr 1 Tim 3:6 e  Fil 2:26). Imitateli anche in questo, bramando la comunione fraterna con coloro che amano e temono Dio, che si attengono alla somma della Parola (o che dimostrano di volerlo fare) e studiatevi anche di custodirla. Non si può abbandonare la comune adunanza come se niente fosse, solo per piccole questioni tra fratelli e sorelle. Se si lascia la comunione fraterna ci devono essere VALIDI MOTIVI, come ad esempio ERESIE E PECCATI GRAVI. Non siate come i bambini, ma imparate ad essere uomini e donne mature in Cristo, oltre ad esserlo umanamente. Le questioni che nascono vanno risolte, e se tu ti ricordi che un tuo fratello ha qualcosa contro di te, devi lasciare la tua offerta e andare a risolvere. Lo ripeto: la comunione fraterna non si può lasciare con superficialità come se non fosse importante ma solo se ci sono peccati gravi, o eresie, o insegnamenti contrari alla sana dottrina e alla dottrina degli apostoli che si può abbandonarla. In quei casi DOVETE ABBANDONARLA sia perché l’amore gioisce con la verità (e quindi non con la menzogna e con le eresie, e anche qui c’è da dire che quelli che si riempiono la bocca con la parola amore ma stanno bene anche con la menzogna si illudono di amare ) e sia perché siete in pericolo spiritualmente. Un esempio di santi che possono, anzi devono abbandonare le loro adunanze sono tutti quei santi che si ritrovano ancora nelle ADI, nelle chiese Elim, nelle chiese battiste, metodiste, dei fratelli, nella Parola della Grazia, nel ministero Sabbaoth, Missione Paradiso, Ministero Saron e in tutte le sette e denominazioni evangeliche. Loro sì che devono abbandonare immediatamente quelle denominazioni perchè in quei luoghi hanno rigettato la dottrina di Gesù e degli apostoli.

Concludo dicendo che l’amore fraterno in Cristo Gesù, quel amore che procede da Dio, è meraviglioso, ed è un qualcosa che il mondo non ha e non può dare. E’ bello e piacevole quando i fratelli e le sorelle dimorano assieme nella verità, nella sana dottrina, nella carità senza ipocrisia, senza male lingue, senza falsi sorrisi e falsi discorsi, senza interessi personali, ma con l’unico desiderio di arrivare alla statura perfetta di Colui che è il capo della chiesa, Cristo Gesù.

Che Dio vi benedica e vi faccia procacciare la carità, che è il vincolo della perfezione, è che è maggiore della fede e della speranza (cfr 1 Co 13:13).

 

Haiaty Varotto

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