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Vuoi essere un servitore di Dio? Devi servire i tuoi fratelli e sorelle in cristo…

scritto di Emanuele Michelino 


VUOI ESSERE UN SERVITORE DI DIO? DEVI SERVIRE I TUOI FRATELLI E SORELLE IN CRISTO DIVENTANDO COME COME UN BAMBINO, ESSENDO IL PIU PICCOLO NELLA CHIESA LAVANDO ANCHE I LORO PIEDI. COSI SARAI IL MAGGIORE E IL PIU’ GRANDE E IL MAGGIORE.
 
Fratelli e sorelle nel Signore, ho avuto in cuore di scrivervi una mia breve riflessione venutami in mente in questi giorni a riguardo a voler servire il nostro Signore, meditando alcuni passi della Scrittura che vi accingo a citarvi, e sono le seguenti:

SE NON CAMBIATE E NON DIVENTATE COME I BAMBINI NON ENTRERETE NEL REGNO DEI CIELI

In quel momento, i discepoli si avvicinarono a Gesù, dicendo:

«Chi è dunque il più grande nel regno dei cieli?» Ed egli, chiamato a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: «In verità vi dico: se non cambiate e non diventate come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. (Matteo 18:1-3)

In questo passo della Scrittura, il Signore Gesù Cristo ci fa sapere che il più grande nel regno dei cieli deve essere come un bambino per entrare nel regno dei cieli.

Un bambino non ha la malizia o l’egoismo, e non è ambizioso come può essere una persona adulta, e sicuramente non vuole padroneggiare o signoreggiare sugli altri, ma si sente alla pari con gli altri e vuole stare con tutti gli altri bambini, a differenza dell’ uomo che stima più sé stesso che gli altri e vuole essere superiore e avere autorità sugli altri; e Gesù Cristo dichiara francamente dinnanzi ai suoi discepoli che se non cambiamo e non si diventa come un bambino non è possibile entrare nei regni dei cieli.

NON FATEVI CHIAMERE NE MAESTRI , PADRI E GUIDE

“Ma voi non vi fate chiamare “Rabbì”; perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli Non chiamate nessuno sulla terra vostro padre, perché uno solo è il Padre vostro, quello che è nei cieli. Non vi fate chiamare guide, perché una sola è la vostra Guida, il Cristo; ma il maggiore tra di voi sia vostro servitore. Chiunque si innalzerà sarà abbassato e chiunque si abbasserà sarà innalzato.(Matteo23:8-12)

In questo passo, Gesù Cristo comanda a non farsi chiamare ne Maestro, né Padre e neppure Guida, perché il Maestro e guida e solo Egli il nostro Signore, perché siamo tutti fratelli di un solo Padre Maestro e la nostra Guida è il Cristo, ma il maggiore, cioè colui che ha una autorità data da Dio nella Chiesa, tra i fratelli deve essere il servitore, cioè servire gli altri fratelli in Cristo .

E in questo passo della Scrittura, Gesù Cristo fa un appunto che chi si innalza sarà abbassato, quindi guardiamoci sempre di non innalzarci e questo vale soprattutto ai ministri di Dio e hai conduttori di chiesa, di non innalzarsi per quello che il Signore gli ha dato di essere e di fare all’interno della Sua Chiesa, ma di rimanere sempre umile e abbassarsi , perché subito dopo è scritto che “chiunque si abbasserà sarà innalzato”

CHI E’ IL PIU’ GRANDE?

“Poi cominciarono a discutere su chi di loro fosse il più grande. Ma Gesù, conosciuto il pensiero del loro cuore, prese un bambino, se lo pose accanto e disse loro: «Chi riceve questo bambino nel nome mio, riceve me; e chi riceve me, riceve Colui che mi ha mandato. Perché chi è il più piccolo tra di voi, quello è grande”. (Luca 9:46,47)

I discepoli discutevano chi tra di loro era il più grande, e Gesù Cristo avendo conosciuto il pensiero del loro cuore, prese un bambino, se lo pose accanto a se, dicendoci ai suoi che il più piccolo tra di loro è quello più grande.

Molto spesso nel cuore del uomo, anche tra i fratelli in Cristo, salgono nel cuore questi pensieri di chi è il più grande, chi può avere autorità, chi può aspirare a un ministerio o un ufficio d’anziano nella comunità; Ma Gesù Cristo ci insegna che colui che vuole essere il più grande di tutti, è quello più piccolo come un bambino, come abbiamo compreso precedentemente nella prima Scrittura che vi avevo citato.

I RE SIGNOREGGIANO, E QUELLI CHE LI SOTTOMETTONO AL LORO DOMINIO SONO CHIAMATI BENEFATTORI

“Fra di loro nacque anche una contesa: chi di essi fosse considerato il più grande. Ma egli disse loro: «I re delle nazioni le signoreggiano, e quelli che le sottomettono al loro dominio sono chiamati benefattori. Ma per voi non dev’essere così; anzi il più grande tra di voi sia come il più piccolo, e chi governa come colui che serve. Perché, chi è più grande, colui che è a tavola oppure colui che serve? Non è forse colui che è a tavola? Ma io sono in mezzo a voi come colui che serve” (Luca 22:24-27)

Anche in questa occasione, tra i discepoli nacque una contesa di chi fosse considerato il più grande; ma il Signore Gesù Cristo anche in questa occasione con pazienza gli spiega che loro non devono essere come i re delle nazioni che e ai benefattori che si signoreggiano, anzi il più grande tra i fratelli deve essere il più piccolo, praticamente l’ultimi degli ultimi, e chi governa come ad esempio un anziano di una comunità o di un gruppo di fratelli nel Signore, o un ministro di Dio (apostolo, profeta, evangelista dottore e pastore) devono essere come colui che serve i propri fratelli. Ma questo ovviamente deve essere anche dai semplici fratelli che non hanno nessuna autorità nella Chiesa, o che non sono dei conduttori, anzi chi desidera essere un servitore di Dio o aspira ad un incarico nella Chiesa deve essere il servo di tutti i fratelli e sorelle nel Signore, il più piccolo di tutti , l ultimo di tutti.

Più avanti Gesù Cristo fa un esempio, domandando chi è il più grande colui che è tavola oppure colui che serve? Infatti la risposta è evidente che il più grande è colui che è tavola che deve essere servito da colui che deve servirlo. Ma Gesù dichiara che egli che è in mezzo a loro e come colui che serve; Infatti Cristo è venuto per servire e non per essere servito per la salvezza di tutti quanti morendo sulla croce per i nostri peccati e risorgendo il terzo giorno affinchè fossimo giustificati dinnanzi a Dio per mezzo della fede in Lui.( Matteo 20:28; Romani 3:20-31)

CI HA DATO L’ESEMPIO

Ma Gesù Cristo ci ha dato anche l’esempio su come servire i nostri fratelli e sorelle nel Signore.
Nel Vangelo dell’apostolo Giovanni è scritto:

“Ora prima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo che era venuta per lui l’ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine. Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda Iscariota, figlio di Simone, di tradirlo, Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio se ne tornava, si alzò da tavola, depose le sue vesti e, preso un asciugatoio, se lo cinse. Poi mise dell’acqua in una bacinella, e cominciò a lavare i piedi ai discepoli, e ad asciugarli con l’asciugatoio del quale era cinto. Si avvicinò dunque a Simon Pietro, il quale gli disse: «Tu, Signore, lavare i piedi a me?» Gesù gli rispose: «Tu non sai ora quello che io faccio, ma lo capirai dopo; Pietro gli disse: «Non mi laverai mai i piedi!» Gesù gli rispose: «Se non ti lavo, non hai parte alcuna con me». E Simon Pietro: «Signore, non soltanto i piedi, ma anche le mani e il capo!» Gesù gli disse: «Chi è lavato tutto, non ha bisogno che di aver lavati i piedi; è tutto quanto puro; e voi siete puri, ma non tutti». Perché sapeva chi era colui che lo tradiva; per questo disse: «Non tutti siete puri».
Quando dunque ebbe loro lavato i piedi ed ebbe ripreso le sue vesti, si mise di nuovo a tavola, e disse loro: «Capite quello che vi ho fatto? Voi mi chiamate Maestro e Signore; e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, che sono il Signore e il Maestro, vi ho lavato i piedi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Infatti vi ho dato un esempio, affinché anche voi facciate come vi ho fatto io. In verità, in verità vi dico che il servo non è maggiore del suo signore, né il messaggero è maggiore di colui che lo ha mandato. Se sapete queste cose, siete beati se le fate.(Vangelo secondo Giovanni 13:1-17)

Come abbiamo letto, qui Gesù Cristo lavò i piedi ai suoi discepoli lasciandogli l’esempio che dovevano non solo in senso figurativo, ma anche nel senso letterale di lavare i piedi dei propri fratelli , perché se lo ha fatto , come dice anche Egli che è il Maestro e il Signore, e diciamo bene, perché Gesù Cristo lo è; se ha lavato i piedi dei suoi discepoli e quindi si è dovuto abbassare, inchinarsi per poter lavare i loro piedi, al punto che viene ripreso dall’apostolo Pietro che rimase meravigliato, infatti gli disse: “«Tu, Signore, lavare i piedi a me?» ….«Non mi laverai mai i piedi!» anche noi dobbiamo farlo se vogliamo servire il Signore e la Sua Chiesa

CONCLUSIONE

In conclusione in questa mia breve riflessione, dopo ci sarebbe tanto da dire, esortiamoci mettendomi in prima persona, che se vogliamo servire il Signore, dobbiamo ricevere ed essere come dei bambini, e essere il più piccoli e i servitori in mezzo ai nostri fratelli e sorelle nel Signore, lavandogli anche i piedi per essere il più grande e il maggiore in mezzo alla Chiesa e per ereditare il regno dei cieli.

E per coloro che sono stati chiamati da Gesù Cristo, esercitando un ministerio come ad esempio profeta, pastore o dottore della Parola, ed anche coloro che governano nella Chiesa come ad esempio gli anziani o conduttori, devono ricordarsi che non devono signoreggiare e dominare come fanno i re delle nazioni e coloro che li sottomettano al loro dominio sono chiamati benefattori, ma devono essere come servitori come quelli che servono a coloro che sono a tavola ; ed infine fare come fece il Nostro Maestro e Signore Gesù Cristo, lavare i piedi a propri fratelli , e non magari farseli lavare.

A Dio sia l’onore e la gloria, per i secoli, dei secoli. Amen.

Emanuele Michelino

Una voce che grida nel deserto.

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